Undici giorni per incontrarsi, ascoltare, discutere,
imparare, divertirsi, ma soprattutto per provare a immaginare, stando
insieme, il futuro da salvare facendo prevalere la gentilezza.
Dal 17 al 27 settembre torna a Forlì il
Festival del Buon Vivere, ideato da Monica Fantini, con Serenella Vasini
quale project manager e una squadra di lavoro professionale e motivata,
con un programma che intreccia cultura e informazione, spettacolo e
musica, educazione e impegno civile, salute, ambiente e solidarietà,
portando in città alcune delle voci più interessanti del dibattito
contemporaneo e coinvolgendo scuole, associazioni, enti, volontariato e
Terzo Settore.
San Giacomo, casaBV, Refettorio, Chiostro, San
Sebastiano e Cittadella saranno i punti cardinali di un Festival che si
allargherà anche ad altri spazi della città e che, ancora una volta,
sceglie di non essere semplicemente una successione di eventi, ma un
luogo nel quale persone ed esperienze diverse possano incontrarsi.
LE VOCI DEL BUON VIVERE Giornalisti,
scrittori, artisti, divulgatori, intellettuali e protagonisti della
società civile compongono un programma che attraversa undici giornate. Tra gli ospiti del Festival ci saranno Daria Bignardi (20), Serena Dandini (24), Sabina Guzzanti (23), Giacomo Poretti (27), Franco Arminio (20), Marianna Aprile (22 e 23), Pietro Morello (19), Tiziana Panella e Vittorio Emanuele Parsi (26) e Alec Ross (19). Vera Gheno e Luciana Castellina
(18) saranno protagoniste dell'incontro «La parola è rivoluzione?».
Gheno tornerà poi in serata (18) per «Le parole della cura». Il programma mette insieme linguaggi e punti di vista molto differenti. Ci sarà spazio per l'educazione con Alberto Pellai (19 e 20), per la filosofia e la divulgazione con Matteo Saudino - BarbaSophia (25), per la comunicazione e i nuovi linguaggi, per la letteratura, il giornalismo, la scienza e lo spettacolo. Tra gli appuntamenti anche il talk condotto da Enrica Tesio con Edwige Pezzulli, Eterobasiche e Lorenzo Maragoni (26), mentre musica e parola si incontreranno con artisti come Motta (21) e Dimartino (26) e nei tanti concerti, reading e performance distribuiti durante il Festival. Non
una passerella di ospiti, ma voci diverse chiamate a confrontarsi sulle
questioni che riguardano il nostro modo di stare insieme: le parole e
le relazioni, l'educazione, le trasformazioni sociali, la pace, i
diritti, la salute, la scienza, l'ambiente e le fragilità.
VOCI, ASCOLTI, NARRAZIONI: IL BUON VIVERE SALE SUL VAN VAN
è l'acronimo di Voci, Ascolti, Narrazioni del Buon Vivere: uno spazio
dedicato all'incontro, alla conversazione e alla musica. Le
conversazioni con autrici, autori e protagonisti del Festival saranno
condotte da Corrado Ravaioli, mentre Giulia Cavaliere guiderà gli
appuntamenti dedicati alla musica. Sul VAN saliranno Enzo Iacchetti (20), Motta (21), Chiara Tagliaferri (22), Sabina Guzzanti (23), Serena Mazzini (23), Matteo Saudino - BarbaSophia (25) e Dimartino (26). Un
Festival in movimento, dunque, che non chiede soltanto al pubblico di
raggiungerlo ma sceglie simbolicamente di percorrere la strada opposta:
andare incontro alle persone.
IL BUON VIVERE PER LA SCUOLA E CON I GIOVANI C'è poi un altro Festival che comincia al mattino e ha come protagonisti bambini, ragazzi, insegnanti ed educatori. Il BV Scuole
porta dentro l'edizione 2026 laboratori, spettacoli e incontri dedicati
alle nuove generazioni, facendo dell'educazione uno degli assi centrali
del programma. Musica,
creatività e teatro convivono con il confronto sui grandi temi della
crescita: l'uso del digitale, le relazioni, l'affettività, la
responsabilità, la cittadinanza e la capacità di incontrare l'altro. Alberto Pellai sarà protagonista di due appuntamenti (19 e 20), mentre Dario Falbo incontrerà le scuole e condurrà un workshop (24) dedicato a come avere successo sui social attraverso la gentilezza. Matteo Saudino - BarbaSophia sarà a sua volta protagonista del BV Scuole (25), prima dell'appuntamento serale sul VAN (25). Nel programma trovano spazio anche #Cuoriconnessi e le iniziative dedicate alla figura di Peppino Impastato,
laboratori per bambini e insegnanti e numerosi progetti realizzati
insieme agli istituti del territorio. Il Buon Vivere prova così a
parlare con i più giovani, prima ancora che parlare dei più giovani. Importante
collaborazione di questa edizione quella con la Consulta Provinciale
Studentesca Forlì-Cesena che per la prima volta organizza interamente un
momento di dialogo per i giovani con Pietro Morello (19).
UNA CITTÀ DENTRO IL FESTIVAL Accanto
agli ospiti più conosciuti c'è un'altra presenza che costituisce da
sempre una delle caratteristiche del Buon Vivere: quella della Comunità. Associazioni,
volontari, scuole, istituzioni sanitarie, realtà culturali e sociali,
ordini professionali e Terzo Settore entrano nel programma e
contribuiscono a costruirlo. Salute
e cura, disabilità e inclusione, dipendenze digitali, violenza di
genere, ambiente, rigenerazione urbana, solidarietà e pace diventano
occasioni di incontro attraverso conferenze, laboratori, workshop,
camminate e momenti conviviali. Nel
programma compaiono, tra gli altri, il mondo di Caritas, AVIS, AUSL,
IRST srl IRCCS, Hospice, Medici con l'Africa CUAMM e Croce Rossa,
insieme alle tante associazioni e organizzazioni che ogni giorno
lavorano sul territorio. È
questa pluralità a tradurre il Festival in una sorta di città nella
città: non soltanto un Buon Vivere da raccontare, ma un Buon Vivere da
praticare.
UN FESTIVAL CHE SI FA CITTÀ La
caratteristica principale di questo Festival, e che lo distingue a
livello nazionale, è sicuramente la coralità. Anche quest’anno realtà
importanti del territorio hanno scelto di essere parte integrante della
programmazione in un rapporto di coprogettazione e collaborazione. È il caso di Regnoli41
che, come ogni anno, aprirà simbolicamente il Festival con la Cena a
Impiatto Zero (17). In questa edizione questa iniziativa assume per
tutti noi un ancor più grande valore a ricordo della persona speciale
che non solo l’ha ideata, ma che ha contribuito, attraverso innumerevoli
iniziative, a rendere migliore la città di Forlì, e non solo, praticando il senso più autentico del buon vivere: Raffaella Orazi. La partecipazione dello straordinario Coro di Via Regnoli renderà questo momento ancora più speciale. È
il caso della Cooperativa Paolo Babini, che conferma la scelta di fare
del Festival dell’Incontro una delle azioni del Buon Vivere (26), con
una partecipazione attiva e importante. Oppure di Caritas Diocesana
Forlì-Bertinoro, che proporrà la sua cena di ringraziamento Grazie Mille!
(24) lungo la Via dei Mille come momento di riconoscimento per tutti
quelli che quotidianamente rendono le loro attività di accoglienza e
aiuto possibili.
MUSICA, TEATRO, CINEMA E PERFORMANCE Le parole non saranno l'unico linguaggio del Festival. Il
programma attraversa anche musica, teatro, cinema, fotografia e
performance, con concerti, reading, documentari, silent cinema,
spettacoli e laboratori. Il Festival ospiterà tra l'altro Forlì Blues (18 e 19), gli Ologramma (26) e il concerto dell’Orchestra Invisibile
(27), appuntamenti teatrali e musicali e numerosi momenti nei quali
spettacolo e riflessione si contamineranno. Contaminazioni rese
possibili anche grazie alla ormai consolidata collaborazione alla
programmazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì. Ad aprire le serate, già il 17/9, sarà anche il monologo di Luca Lepri «Il Buio E Il Tempo (Non vedo l'ora)». Spazio anche alle anteprime di importanti Festival della città, come nel caso di Meet the Docs! (27) che porta in palinsesto la visione commentata di Sull'Adamant - Dove l'impossibile diventa possibile a cura di Sunset. Per
undici giorni Forlì diventa così un laboratorio aperto nel quale
personalità conosciute e cittadini, artisti e studenti, associazioni e
istituzioni possono condividere lo stesso spazio.
“Perché il Buon Vivere, ben prima di
essere il titolo di un Festival, è relazione, quella che nasce per fare
del presente la nostra imperdibile opportunità per costruire un futuro
migliore e mai solo per noi stessi” dichiara Monica Fantini, ideatrice e curatrice del Festival. “Per fare del presente un atto di gentilezza che ci fa evolvere da umani in umanità”.
Il programma completo, con date, orari,
luoghi e modalità di partecipazione ai singoli appuntamenti, sarà
disponibile attraverso i canali ufficiali del Festival del Buon Vivere.
festivaldelbuonvivere.it
Il Festival del Buon
Vivere è promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in
collaborazione con il Comune di Forlì, con il patrocinio della Regione
Emilia-Romagna, del Comune di Cesena, del Comune di Forlimpopoli,
dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Campus di Forlì,
dell’ENIT – Ente Nazionale per il Turismo, dell’Ufficio Scolastico
Regionale e di VolontaRomagna. Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna
e Visit Emilia-Romagna. |
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