Oro Bistrot: la mixology diventa racconto sulla terrazza dei Fori Imperiali
Oro Bistrot: la mixology diventa racconto sulla terrazza dei Fori Imperiali
"Back to the Bar" è la nuova drink list firmata Daniele Zandri: un viaggio tra classici dimenticati e tecniche contemporanee
Non solo vista. A sei piani sopra la storia, con lo sguardo che abbraccia i Fori Imperiali, l'Altare della Patria e la cupola di San Pietro, Oro Bistrot rafforza la propria identità come destinazione gastronomica completa. Accanto alla cucina dello chef Natale Giunta, è oggi il cocktail bar a segnare una nuova fase del progetto, grazie alla visione del bar manager Daniele Zandri.
Arrivato nel 2023 dopo importanti esperienze nell'hôtellerie di lusso e in locali di alta gamma, Zandri ha costruito una proposta di miscelazione con una personalità precisa: far scegliere Oro Bistrot non solo per il panorama, ma per ciò che accade nel bicchiere. Un lavoro fatto di presenza in sala, dialogo con l'ospite e continua evoluzione creativa che oggi trova piena espressione nella nuova drink list.
Arrivato nel 2023 dopo importanti esperienze nell'hôtellerie di lusso e in locali di alta gamma, Zandri ha costruito una proposta di miscelazione con una personalità precisa: far scegliere Oro Bistrot non solo per il panorama, ma per ciò che accade nel bicchiere. Un lavoro fatto di presenza in sala, dialogo con l'ospite e continua evoluzione creativa che oggi trova piena espressione nella nuova drink list.
Un ritorno al futuro della miscelazione
La nuova carta si intitola "Back to the Bar" e nasce da un'idea chiara: tornare all'essenza del bere miscelato. Così come in cucina si riscopre la forza dei piatti semplici realizzati con materie prime eccellenti, anche al bar il futuro passa dalla rilettura dei grandi classici, spesso dimenticati, riportati alla luce con equilibrio e tecniche contemporanee.
Il lavoro di Zandri parte da un'approfondita ricerca storica tra fine Ottocento e metà Novecento: ricette poco battute ma fondamentali per la cultura del bartending, assaggiate prima in versione originale e poi analizzate insieme al team per comprenderne struttura e potenziale evolutivo. Da qui l'intervento moderno: alleggerimento del tenore alcolico, infusioni, chiarificazioni e nuove texture, mantenendo però intatto il legame con il drink di partenza.
La nuova carta si intitola "Back to the Bar" e nasce da un'idea chiara: tornare all'essenza del bere miscelato. Così come in cucina si riscopre la forza dei piatti semplici realizzati con materie prime eccellenti, anche al bar il futuro passa dalla rilettura dei grandi classici, spesso dimenticati, riportati alla luce con equilibrio e tecniche contemporanee.
Il lavoro di Zandri parte da un'approfondita ricerca storica tra fine Ottocento e metà Novecento: ricette poco battute ma fondamentali per la cultura del bartending, assaggiate prima in versione originale e poi analizzate insieme al team per comprenderne struttura e potenziale evolutivo. Da qui l'intervento moderno: alleggerimento del tenore alcolico, infusioni, chiarificazioni e nuove texture, mantenendo però intatto il legame con il drink di partenza.
La lista si compone di otto signature, ciascuno ispirato a un cocktail storico. È il caso del Brewery N.1, evoluzione del Tipperary N.1 a base di Irish whiskey: la ricetta originale si trasforma in un drink che omaggia l'Irlanda anche attraverso la birra, mantenendo il riferimento culturale ma cambiando struttura e bevibilità. Oppure lo Stingless, rilettura dello Stinger – celebre mix di cognac e crème de menthe – qui reso più morbido grazie a un'infusione di menta e dragoncello e a una chiarificazione allo yogurt ai mirtilli che smussa la pungenza evocata dal nome originale.
Non manca un omaggio alla cultura popolare del bere, come nel Flaco, ispirato al Batanga messicano: da cocktail ruvido e fortemente alcolico, servito tradizionalmente con un coltello per miscelarlo, diventa una versione più elegante e slanciata, nel bicchiere e nel gusto. A raccontarne la storia arriva al tavolo anche un dettaglio scenografico e commestibile che richiama il bartender messicano che lo rese celebre, trasformando il drink in un vero episodio di storytelling.
Tra le creazioni più rappresentative spicca anche il Tenshi no Kao ("volto d'angelo"), reinterpretazione in chiave giapponese dell'Angel Face, cocktail storico raramente oggetto di twist. Una sfida tecnica e culturale che diventa uno dei drink più apprezzati della lista, simbolo dell'approccio di Zandri: rispetto per la ricetta originale e libertà creativa nella sua evoluzione.
Non manca un omaggio alla cultura popolare del bere, come nel Flaco, ispirato al Batanga messicano: da cocktail ruvido e fortemente alcolico, servito tradizionalmente con un coltello per miscelarlo, diventa una versione più elegante e slanciata, nel bicchiere e nel gusto. A raccontarne la storia arriva al tavolo anche un dettaglio scenografico e commestibile che richiama il bartender messicano che lo rese celebre, trasformando il drink in un vero episodio di storytelling.
Tra le creazioni più rappresentative spicca anche il Tenshi no Kao ("volto d'angelo"), reinterpretazione in chiave giapponese dell'Angel Face, cocktail storico raramente oggetto di twist. Una sfida tecnica e culturale che diventa uno dei drink più apprezzati della lista, simbolo dell'approccio di Zandri: rispetto per la ricetta originale e libertà creativa nella sua evoluzione.
Estetica, racconto e nuova cultura low alcol
Ogni cocktail è pensato non solo nel gusto ma anche nell'estetica: bicchieri dalle linee leggere, grande attenzione ai colori e decorazioni mai invasive contribuiscono a costruire un'esperienza visiva coerente con l'eleganza del contesto. Anche i nomi seguono un filo narrativo, giocando con traduzioni, contrasti e rimandi ironici che aiutano il personale di sala a trasformare il servizio in racconto.
La filosofia di fondo guarda a una mixology più contemporanea e consapevole, dove la bevibilità è centrale. Molti drink storici nascevano come after dinner potenti (ma equilibrati per i metodi del tempo); qui vengono ripensati per incontrare il gusto attuale, con strutture più leggere e armoniche, adatte a essere gustate lungo tutto l'arco della serata.
Grande attenzione è dedicata anche alla proposta analcolica: quattro drink che applicano lo stesso metodo creativo e narrativo, ispirandosi a ricette storiche e lavorando su tè, radici ed estrazioni botaniche. Un modo per offrire complessità aromatica e dignità tecnica anche a chi sceglie di non consumare alcol, senza rinunciare all'esperienza del cocktail bar.
Sulla terrazza dell'NH Collection Fori Imperiali, il bar di Oro Bistrot diventa così una destinazione nella destinazione: un luogo dove la storia del bere miscelato incontra la sensibilità contemporanea e si trasforma in un racconto liquido, da scoprire sorso dopo sorso, con Roma ai piedi e un nuovo modo di guardare al passato… per bere il futuro.
Ogni cocktail è pensato non solo nel gusto ma anche nell'estetica: bicchieri dalle linee leggere, grande attenzione ai colori e decorazioni mai invasive contribuiscono a costruire un'esperienza visiva coerente con l'eleganza del contesto. Anche i nomi seguono un filo narrativo, giocando con traduzioni, contrasti e rimandi ironici che aiutano il personale di sala a trasformare il servizio in racconto.
La filosofia di fondo guarda a una mixology più contemporanea e consapevole, dove la bevibilità è centrale. Molti drink storici nascevano come after dinner potenti (ma equilibrati per i metodi del tempo); qui vengono ripensati per incontrare il gusto attuale, con strutture più leggere e armoniche, adatte a essere gustate lungo tutto l'arco della serata.
Grande attenzione è dedicata anche alla proposta analcolica: quattro drink che applicano lo stesso metodo creativo e narrativo, ispirandosi a ricette storiche e lavorando su tè, radici ed estrazioni botaniche. Un modo per offrire complessità aromatica e dignità tecnica anche a chi sceglie di non consumare alcol, senza rinunciare all'esperienza del cocktail bar.
Sulla terrazza dell'NH Collection Fori Imperiali, il bar di Oro Bistrot diventa così una destinazione nella destinazione: un luogo dove la storia del bere miscelato incontra la sensibilità contemporanea e si trasforma in un racconto liquido, da scoprire sorso dopo sorso, con Roma ai piedi e un nuovo modo di guardare al passato… per bere il futuro.
CONTATTI
NH Collection Fori Imperiali, via di S. Eufemia 19, Roma
Tel. 349 889 2632
Aperto tutti i giorni dalle 13.00 alle 24.00
www.orobistrot.it
NH Collection Fori Imperiali, via di S. Eufemia 19, Roma
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Aperto tutti i giorni dalle 13.00 alle 24.00
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