EMINENTE E GORIZIA 1916 DANNO VITA A UNA NUOVA INTERPRETAZIONE DI UN CLASSICO DELLA PASTICCERIA NAPOLETANA
Il babà è molto più di un dolce. È un simbolo, una dichiarazione d’amore alla tradizione gastronomica napoletana. Da oggi, anche un ponte che collega culture distanti geograficamente, ma unite da un unico comune denominatore: la capacità di interpretare, con gusto contemporaneo, gesti e saperi antichi.
Da una parte Cuba, con César Martí, il più giovane Maestro Ronero dell’Isla del cocodrilo: a lui si deve la nascita di Eminente, il rum che trae ispirazione dalla complessità delle eaux-de-vie cubane del XIX secolo. Studia il liquido alla stregua di un enologo, sperimentando con l’assemblaggio delle aguardientes, acquaviti ottenute dalla distillazione della canna da zucchero e poi lasciate invecchiare in botti di rovere ex-Bourbon prima di essere miscelate con light rum.
Dall’altra parte l’Italia, con Salvatore ed il figlio Salvatore Marco Grasso, patron di Gorizia 1916: alfieri dell’arte culinaria partenopea, la interpretano con rispetto, passione e rigore artigianale, proiettando nel futuro il patrimonio di cui sono custodi.
Fondata nel 1916 e giunta oggi alla quarta generazione, Gorizia 1916 rappresenta uno dei simboli storici della gastronomia napoletana ed è Presidente del gruppo delle pizzerie “Centenarie”, luoghi dove tradizione, qualità delle materie prime e cultura dell’ospitalità convivono in un equilibrio autentico e contemporaneo.
Dall’incontro tra queste due icone nasce oggi una nuova interpretazione del leggendario babà al rum, ancora più intensa, elegante e seducente. Le note calde e leggermente speziate di Eminente dialogano con il morbido impasto di questo dolce, in un duetto dove ogni voce esalta l’altra.
Gorizia 1916 sceglie Eminente Ámbar Claro 3 años, il più giovane e aromatico rum del portafoglio Eminente, come partner ideale di questo matrimonio dei sensi, ma il dolce è delizioso anche in abbinamento a Eminente Reserva 7 años.
Dal colore ambrato con sfumature mogano, Eminente Reserva è al tempo stesso intenso e delicato al naso. L'aroma iniziale di caffè appena tostato lascia spazio a note più morbide di dulce de leche, mandorla tostata e cacao sul finale. Corposo e incredibilmente profondo, al palato rivela ricche note affumicate e di vaniglia, caffè e canna da zucchero grezzo, seguite da quelle più speziate di zenzero e pepe di Sichuan, con un leggero sapore di prugna secca in sottofondo. Il finale è lungo, fresco e cremoso, con note di cioccolato e un pizzico di fumo.
Il binomio babà e rum affonda le proprie radici in una storia intrigante, che intreccia in maniera insospettabile i destini di ben tre regni, quello di Francia, quello di Napoli e…a sorpresa, quello di Polonia: narra la leggenda che l’inventore del primo “prototipo” di babà sia stato proprio l’ultimo sovrano di questa nazione, Stanislao Leszczyński (esiliato in Lorena e la cui figlia, Maria, diventerà in seguito consorte di Luigi XV di Francia).
Come ogni mito che si rispetti, tutto nasce da una casualità: Stanislao, amante della buona cucina - ma dal carattere decisamente fumantino! - aveva una predilezione per i dolci ma non per il kugelhopf, torta alsaziana dalla consistenza decisamente poco soffice. Stanco di mangiare quel dessert, pare lo abbia scagliato contro una credenza, dove al suo interno si trovava una bottiglia di liquore. Il dolce, così imbevuto, aveva acquistato una morbidezza, un profumo e un sapore che conquistarono il re.
A perfezionare la ricetta fu Nicolas Stohrer, il pasticciere di corte che seguì la principessa Maria a Versailles. La modifica principale (e più importante ai fini della nostra storia)? L’uso di rum come bagna dell’impasto. Con queste migliorie il babà divenne molto apprezzato dai nobili dell’epoca e la sua fama varcò in breve i confini di Francia, approdando all’ultima tappa del suo viaggio: il regno di Napoli, dove la regina Maria Carolina d'Austria, sposa di Ferdinando IV di Borbone e sorella di Maria Antonietta, decise di portare questa nuova ricetta.
È all’ombra del Vesuvio che questo dolce ha trovato la sua piena (e definitiva) identità: morbido, generoso, profumato, capace di conquistare i palati senza perdere la sua eleganza.
Oggi, le note intense di Eminente abbracciano lo stile unico del babà firmato Gorizia 1916, espressione di oltre un secolo di storia e maestria artigianale: due mondi che dialogano tra loro per esprimere qualità senza compromessi.













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