Milano, 16 aprile 2026 – Se il tema delle creme solari "reef-friendly" è ormai entrato nelle abitudini dei consumatori, una nuova frontiera della consapevolezza ambientale riguarda i repellenti per insetti. In occasione della Giornata della Terra,
Citriodiol® accende i riflettori sull’impatto "invisibile" di questi
prodotti: una volta applicati, essi entrano inevitabilmente nel ciclo
dell'acqua attraverso il sudore, i bagni in natura o lo scarico della
doccia.
Oltre l’efficacia: il problema della persistenza ambientale
La vera sfida per l’ambiente non è solo l’efficacia, ma la persistenza ambientale.
Molti principi attivi di sintesi (come DEET o Icaridina) possono
risultare tossici per gli organismi acquatici e degradarsi molto
lentamente.
Al contrario, scegliere attivi di origine botanica come il Citriodiol® (Eucalyptus citriodora oil, hydrated, cyclized) significa optare per una molecola che la natura è in grado di riassorbire rapidamente. Prodotto a partire dall'olio di Eucalyptus citriodora proveniente da tree farm gestite eticamente, questo attivo rappresenta il punto d’incontro tra scienza biocida e rigenerazione ambientale.
5 falsi miti che frenano la reale sostenibilità nel settore della cura della persona
1."Naturale è sempre biodegradabile"
Molte sostanze di origine vegetale, se non correttamente processate o se
naturalmente persistenti, possono impiegare tempi lunghi per
degradarsi. Una sostanza "rapidamente biodegradabile", deve degradarsi per almeno il 60-70% entro 28 giorni:
l'etichetta "naturale" non garantisce l'assenza di accumulo
nell'ambiente e per questo è sempre bene verificare che rispetti gli
standard dell’OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
2."Se un prodotto è eco-friendly, è meno efficace"
Questa è un’idea ormai legata al passato: oggi infatti la "chimica
verde" permette di ottenere attivi botanici con standard di protezione
elevatissimi. In ambito repellenti, studi come quelli approfonditi dal Journal of the American Mosquito Control Association dimostrano per esempio che formulazioni vegetali avanzate garantiscono una protezione contro le zanzare fino a 6 ore, eguagliando le performance delle molecole sintetiche più diffuse (come il DEET) a dosi autorizzate..
3."L’impatto ambientale dei repellenti riguarda solo le zone balneari"
Falso. L’inquinamento idrico è spesso domestico: dai Rapporti ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla presenza di pesticidi e sostanze chimiche nelle acque emerge infatti che il 95%
dei prodotti applicati sulla pelle (solari, lozioni, repellenti) venga
rimosso proprio durante la doccia, finendo nelle acque reflue. Se gli
attivi sono persistenti, possono superare i filtri dei depuratori
urbani, che non sempre riescono a trattenere i micro-inquinanti chimici.
4."Il packaging è l’unico indicatore di sostenibilità"
Spesso ci si concentra sul flacone e sulla sua composizione, ignorandone
però il reale contenuto. Tuttavia, l'analisi del ciclo di vita (LCA) di
un prodotto cosmetico o biocida rivela che la fase di "utilizzo e
smaltimento del liquido" può incidere drasticamente sull'impronta
ecologica, superando l'impatto della produzione della plastica stessa (European Environment Agency EEA - Analisi sull'economia circolare e prodotti di consumo).
5."Le foreste servono solo a produrre ossigeno"
Spesso ci si dimentica che le foreste gestite in modo sostenibile sono
veri "bioreattori" di materie prime rinnovabili: secondo quanto
riportato dalla FAO nel Global Forest Resources Assessment, ogni anno infatti il pianeta perde circa 10 milioni di ettari
di foresta a causa di conversioni agricole intensive. Scegliere attivi
che derivano da foreste rigenerative aiuta invece a mantenere la
biodiversità senza consumare suolo per nuove coltivazioni.
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