THE GOOD FARMER AWARD 2026: CANDIDATURE PROROGATE AL 30 GIUGNO
Terza edizione del premio dedicato ai giovani agricoltori under 35 che adottano pratiche di agricoltura biologica rigenerativa nelle loro imprese agricole
“THE GOOD FARMER AWARD” 2026:
CANDIDATURE PROROGATE AL 30 GIUGNO
Saranno premiati due progetti di agricoltura biologica rigenerativa, tra i più innovativi e avanzati: i due “Good Farmer” riceveranno 10.000 euro ciascuno per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle pratiche agroecologiche già avviate
Dall’anno scorso il Premio coinvolge anche le aziende agricole-zootecniche che grazie all’integrazione dell’allevamento estensivo con la produzione agricola bio e rigenerativa riescono a migliorare gli agroecosistemi e il benessere animale
Parma, 13 maggio 2026 – Il Gruppo Davines
– azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi
per l’haircare Davines e per lo skincare [ comfort zone ], B Corp dal
2016 – comunica la proroga per le candidature del Premio The Good Farmer
Award 2026. L’iniziativa è la prima in Italia che premia gli
agricoltori che abbiano avviato progetti ispirati ai principi fondamentali dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. Il Premio è dedicato ai giovani agricoltori under 35 che potranno candidare il proprio progetto sul sito https://davinesgroup.com/good-
La Giuria del Premio selezionerà i due progetti più innovativi e avanzati e i due vincitori riceveranno dal Gruppo Davines 10.000 euro ciascuno per l’acquisto del materiale e per interventi finalizzati a migliorare e sviluppare le pratiche agroecologiche già avviate. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 al Davines Group Village di Parma.
Requisiti necessari per accedere al bando sono l’avere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. In particolare i giovani agricoltori coinvolti e le loro aziende agricole dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal bando, tra cui la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli, l’uso di colture di copertura come le leguminose e la pacciamatura del terreno (ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie).
Potranno candidare i loro progetti anche le aziende agricole-zootecniche attente al benessere animale, che utilizzano sistemi di allevamento estensivi e che adottano pratiche zootecniche rivolte al miglioramento degli agroecosistemi, attraverso per esempio l’utilizzo del letame per la concimazione e il riciclo di nutrienti vegetali come mangime. La scelta di coinvolgere anche le aziende agricole-zootecniche è coerente con le finalità del Premio, rivolto a supportare e incentivare la creazione di sistemi agricoli sinergici, che imitano i processi naturali e traggono vantaggio dalle interazioni benefiche che si verificano naturalmente in campo.
La Giuria del Premio
La Commissione che valuterà e selezionerà i progetti è composta da otto membri, fra professori universitari ed esperti in temi di agricoltura, agroecologia, sostenibilità e zootecnia.
Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è il Presidente della Giuria. Gli altri membri sono:
- Davide Bochicchio, Ricercatore CREA Zootecnia e acquacoltura;
- Dario Fornara, Direttore di EROC;
- Angelo Gentili, Responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente;
- Paola Migliorini, Professoressa all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo;
- Alessandro Monteleone, Dirigente di Ricerca del CREA, Centro Politiche e Bio-economia;
- Camilla Moonen, Professoressa Associata all’Istituto di Scienze delle Piante, Università Sant’Anna di Pisa;
- Francesca Pisseri, Medica veterinaria esperta in agroecologia, Associazione italiana di Agroecologia.
EROC, i risultati dopo tre anni di ricerca scientifica: produttività, biodiversità del suolo, qualità nutrizionale e salute del suolo
L’European Regenerative Organic Center (EROC) è il primo centro in Europa dedicato alla ricerca e alla formazione sull'agricoltura biologica rigenerativa, fondato nel 2021 dal Gruppo Davines in partnership con il Rodale Institute. Situato presso il Davines Group Village a Parma, il centro si estende su un sito di 17 ettari dove vengono condotte sperimentazioni su 188 parcelle con 22 diverse specie vegetali (tra cui frumento, mais e piante officinali).
Dopo tre anni di sperimentazioni sistematiche EROC ha raccolto dati fondamentali che confermano l'efficacia del modello rigenerativo.
- Produttività: I terreni gestiti secondo pratiche biologiche rigenerative hanno raggiunto livelli di produttività paragonabili a quelli dell'agricoltura convenzionale.
- Biodiversità del suolo: È stato registrato un netto incremento della biodiversità, visibile sia nell'aumento del microbioma del suolo sia nella maggiore presenza di lombrichi.
- Qualità nutrizionale: Gli studi hanno evidenziato un miglioramento significativo nella densità dei nutrienti nelle colture prodotte, in particolare per quanto riguarda sali minerali essenziali come magnesio, calcio e zinco.
- Salute del suolo: Le pratiche rigenerative (tra cui il minimo disturbo del suolo, colture di copertura, rotazioni) hanno dimostrato una maggiore capacità di sequestro del carbonio organico e una migliore resilienza agli stress climatici.
Oltre alla ricerca di campo, EROC ha ottenuto la prestigiosa certificazione ROC, che attesta i più elevati standard globali per salute del suolo, benessere animale ed equità sociale. Negli ultimi due anni, il centro ha anche attivamente supportato 16 aziende agricole italiane nel percorso per ottenere la certificazione ROC.












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