La donna che ha insegnato all'Italia a fare pace con la carbonara: da settembre il ristorante Libra diventa Cucina Evolution

 

La donna che ha insegnato all'Italia a fare pace con la carbonara: da settembre il ristorante Libra diventa Cucina Evolution

A Bologna il Longevity Restaurant cambia nome in Cucina Evolution. Dietro il nuovo nome, la storia di una donna che ha trasformato una dieta fallita in un metodo capace di far tornare in tavola carbonara, fritto e tiramisù — senza sensi di colpa

C'è un ristorante a Bologna dove la carbonara non è vietata. Anzi, è il piatto forte. Da settembre cambia nome — da Libra diventa Cucina Evolution — ma non cambia la sua ragione d'essere: dimostrare, ogni giorno, che il cibo che amiamo non è mai stato il nemico.

UNA STORIA DI DONNA, PRIMA ANCORA CHE DI BUSINESS

Dietro il ristorante c'è Chiara Manzi, nutrizionista, docente di Medicina Culinaria all'Università di Ferrara — e prima di tutto una donna che ha vissuto sulla propria pelle il rapporto complicato tra dieta e desiderio. «Avevo il colesterolo familiare a 300. Mi sono imposta diete rigidissime, e ne sono uscita con dieci chili in più e la frustrazione di chi sbaglia sempre: sbaglia quando resiste, sbaglia quando cede», racconta.

È da lì che nasce la sua intuizione più famosa: «Il problema non era la carbonara. Era come la preparavo». Una frase semplice, che è diventata un metodo — il Metodo Scientifico Cucina Evolution — e oggi dà il nome anche al ristorante.

LA SVOLTA ARRIVA DA UNA PAZIENTE

Manzi racconta spesso il momento in cui tutto è cambiato: una paziente diabetica le chiede «non mi tolga la lasagna, mi dica come devo cucinarla per poterla mangiare». Non una richiesta di rinuncia, ma di soluzione. Da quella domanda nasce un lavoro di anni, portato avanti al fianco di due maestri della cucina italiana — Gualtiero Marchesi e Massimo Bottura — per riformulare i piatti più amati della tradizione senza eliminarne il gusto.

IL MENÙ CHE METTE TUTTI D'ACCORDO

Il biglietto da visita del ristorante è il percorso degustazione “Impossibile ma vero”: carbonara, frittura di pesce e verdure e tiramisù, in un unico menù da sole 800 kcal totali. Non light nel senso triste della parola — nessun ingrediente eliminato, solo tecnica, dosi e abbinamenti ripensati.

UN METODO CHE OGGI HA ANCHE UN RICONOSCIMENTO UNIVERSITARIO

Dietro la cucina, oggi, c'è anche una struttura scientifica solida: l'Accademia Italiana di Medicina Culinaria, fondata da Chiara Manzi, è diventata Polo Universitario Tecnologico Territoriale IUL, e il suo Master rilascia già 12 CFU. Un passaggio che rende ancora più concreto il filo che lega ricerca e piatto: per la prima volta in Italia, un percorso di studi universitario si traduce direttamente in un ristorante aperto a tutti.

In cucina, a guidare la brigata, lo chef Andrea Miceli.

NON UNA DIETA, UNO STILE

Il progetto più ampio si chiama Antiaging Italian Food, l'azienda fondata da Manzi con il marito e manager Danilo Pertosa: un ecosistema che conta 30.000 clienti, una community di oltre 2 milioni di contatti attivi settimanali, e che include anche un e-commerce, l'app GolosiLongevi e — presto — un network di pizzerie della longevità.

«Non è la carbonara il problema, è come la cucini», ripete Chiara Manzi. Da settembre, quella frase avrà anche un'insegna. E, per chi la incontra a tavola, la prova che si può stare bene senza rinunciare al piacere.

0 commenti

Ti è piaciuto il nostro pranzo?