Sestogusto è la 13ª migliore pizzeria d’Italia

 

Sestogusto è la 13ª migliore pizzeria d’Italia: Massimiliano Prete conquista il primato in Piemonte

Il riconoscimento di 50 Top Pizza arriva a un mese dal 26° posto mondiale di The Best Pizza Awards e premia un progetto costruito su ricerca degli impasti, identità dei topping e nuovi pairing d’autore

 

Sestogusto è la 13a pizzeria in Italia e la 1in Piemonte. A dare la notizia è stata la guida indipendente 50 Top Pizza, durante la presentazione delle 100 migliori pizzerie italiane al Teatro Manzoni di Milano. L’annuncio arriva a distanza di un mese dal riconoscimento di Massimiliano Prete come 26° pizzaiolo al mondo e unico in Piemonte tra i primi 100 secondo The Best Pizza Awards. A dimostrazione della continuità di un percorso che ha portato il maestro dell’arte bianca di origine salentina ad affermarsi tra i grandi nomi del gotha italiano e mondiale della pizza.


Il segreto dietro al successo è indubbiamente il solido percorso di ricerca che Prete ha avviato da anni, in particolar modo sugli impasti. Materia di studio quotidiano, dal campo – con il progetto del grano evolutivo, coltivato a Savigliano (CN) – fino alla tavola, con i cinque impasti che propone nel menu di Sestogusto Torino e Siviglia, ognuno con una solida identità.


A parlare lo stesso linguaggio di forte riconoscibilità, sono i topping, che trovano nelle basi il miglior supporto. L’asticella della qualità è stata fissata in alto dal lievitista anche nel mondo dei panificati, con l’atelier Matre, inaugurato nel 2025 a Saluzzo, e recentemente premiato con Due Pani nella Guida Panifici d’Italia 2027 del Gambero Rosso.


«Essere presenti sul palco di 50 Top Pizza Italia fin dalla prima edizione rappresenta per noi un riconoscimento importante, ma soprattutto una responsabilità. Raggiungere un risultato è entusiasmante; confermarlo nel tempo richiede metodo, ricerca e la capacità di rimettere continuamente in discussione il proprio lavoro. È ciò che facciamo ogni giorno a Sestogusto, insieme a tutta la squadra, intervenendo su impasti, topping, servizio e costruzione complessiva dell’esperienza. La recente collaborazione con Azotea nasce esattamente da questa visione: ampliare il linguaggio della pizza contemporanea attraverso una proposta di pairing sviluppata su misura, capace di affiancare alla birra e al vino una miscelazione tecnica, identitaria e di alta ricerca» commenta Massimiliano Prete.

 

AZOTEA FIRMA IL COCKTAIL PAIRING DI SESTOGUSTO

Massimiliano Prete affida a Matteo Fornaro la realizzazione di una drink list su misura: cinque cocktail, per l’80% a base vermouth, pensati per accompagnare impasti di ricerca, topping e stratificazioni aromatiche

 

Sestogusto e Azotea firmano una collaborazione che mette in dialogo due ambiti della ricerca gastronomica torinese: l’arte bianca contemporanea di Massimiliano Prete e la mixology nikkei di Matteo Fornaro.

Il progetto nasce all’interno di Sestogusto, la 26a insegna migliore al mondo secondo The Best Pizza Awards, e introduce una drink list costruita su misura per accompagnare il lavoro sugli impasti e sulle consistenze delle pizze. A firmarla è Matteo Fornaro, bar manager e co-founder di Azotea, cocktail-restaurant che a Torino ha contribuito a definire un linguaggio riconoscibile tra cucina nikkei, tecnica di miscelazione ed estrazioni contemporanee.

La proposta si articola in cinque cocktail, per l’80% costruiti a partire dal vermouth torinese, scelto non come semplice richiamo territoriale, ma come ingrediente tecnico capace di dialogare con acidità, grassezza, sapidità, tostature e componenti aromatiche delle pizze di Prete.

La collaborazione rafforza una visione condivisa della ristorazione: non un abbinamento accessorio tra pizza e cocktail, ma un lavoro di pairing pensato per valorizzare materia prima, struttura gustativa e identità torinese attraverso un approccio preciso, contemporaneo e coerente.


«La pizza contemporanea oggi non può più essere letta solo come prodotto da forno, ma come una costruzione gastronomica complessa, fatta di impasti, temperature, consistenze, acidità, grassezze e stratificazioni aromatiche. Da Sestogusto lavoriamo da sempre in questa direzione, cercando abbinamenti capaci di accompagnare le nostre pizze senza sovrastarle. La collaborazione con Azotea nasce da un’affinità di metodo: tecnica, controllo del tempo, centralità della materia prima e precisione gustativa. La ricerca di Matteo Fornaro ci permette di proporre un pairing alternativo a birra e vino, costruito su cocktail pensati per dialogare con l’impasto, la parte vegetale, la componente sapida e le diverse intensità aromatiche», commenta Massimiliano Prete.


«Il cocktail pairing non lavora per semplice affiancamento, ma sulla costruzione di equilibri tra struttura, acidità, aromaticità, persistenza e percezione tattile. Accettare la sfida di Sestogusto ha significato entrare nel linguaggio degli impasti di Massimiliano Prete, studiandone masticazione, fragranza, componente grassa e sapida. La drink list nasce da questa lettura tecnica: cocktail pensati per accompagnare la pizza attraverso contrasti calibrati, note acide, speziate e vegetali, e una matrice fortemente torinese legata al vermouth. L’obiettivo non era semplicemente abbinare un drink a una pizza, ma costruire un pairing capace di amplificare il percorso gustativo e dare nuova profondità alla panificazione d’autore», afferma Matteo Fornaro.

 

The Best Pizza Awards premia Massimiliano Prete: 

è tra i grandi nomi mondiali della pizza

Il lievitista di Sestogusto Torino e Siviglia è l'unico classificato fra i piemontesi nella lista internazionale che annovera i 100 migliori interpreti della pizza a livello globale

 

Massimiliano Prete si conferma tra i protagonisti assoluti della pizza contemporanea: il lievitista è stato riconosciuto come 26° pizzaiolo al mondo e unico in Piemonte da The Best Pizza Awards, il premio internazionale che celebra l’eccellenza e l’innovazione nel mondo pizza. L’annuncio è arrivato mercoledì 24 giugno a Milano, durante la cerimonia andata in scena da Studio Novanta, East End Studios.


Per Massimiliano Prete non si tratta di un exploit, ma della conferma di un percorso costruito negli anni su ricerca, metodo e continuità. Il posizionamento, in linea con quello dell’edizione precedente, consolida il suo ruolo tra i riferimenti internazionali nel lavoro sugli impasti: dalla selezione delle farine e dalle fermentazioni alla leggerezza strutturale, fino a una visione della pizza come prodotto gastronomico evoluto, tecnico e identitario.


Un riconoscimento che arriva in un momento particolarmente significativo per il lievitista, reduce anche dai Due Pani nella Guida Panifici d’Italia 2027 del Gambero Rosso conquistati con Matre, l’atelier del pane inaugurato pochi mesi fa a Saluzzo. Un risultato che allarga il perimetro della sua ricerca e conferma la coerenza di un lavoro che unisce pizza, pane e lievitazione in un’unica visione tecnica, personale e riconoscibile.

 

«Essere riconfermato tra i professionisti di riferimento della pizza a livello mondiale è una grande emozione, ma anche la conferma di un percorso costruito con metodo, ricerca e coerenza. Per me la pizza è una materia viva: cambia attraverso gli impasti, i tempi di maturazione, le fermentazioni, la selezione delle farine, l’equilibrio degli ingredienti e il lavoro quotidiano sulla leggerezza, sulla struttura e sulla digeribilità. 

Questo riconoscimento valorizza una visione che non separa mai tecnica e identità. Ogni pizza nasce da un’idea precisa, da un confronto costante con la materia prima e dal desiderio di portare l’esperienza dell’ospite a un livello sempre più alto. 

Non lo considero un punto d’arrivo, ma una responsabilità in più e uno stimolo a continuare a evolvere insieme alla mia squadra. La pizza è un linguaggio in movimento, e il nostro compito è continuare a farlo crescere senza perdere autenticità», commenta Massimiliano Prete.

 

Fuori menu: il laboratorio di Massimiliano Prete

A Torino, il lievitista di Sestogusto trasforma il fuori carta in uno spazio di ricerca per raccontare la pizza come esperienza gastronomica, tra materie prime nel loro momento migliore, impasti sperimentali e percorsi degustazione 

 

Da Sestogusto, a Torino, il fuori menu è una delle espressioni più immediate del lavoro di Massimiliano Prete. Accanto alle pizze che hanno contribuito a ridefinire il linguaggio della pizza contemporanea in Piemonte, il lievitista salentino costruisce una selezione stagionale in continua evoluzione, pensata per dare spazio alle materie prime del momento e alla parte più istintiva della sua ricerca. Disponibili singolarmente o all’interno dei percorsi degustazione Chef Table e Chef Table Gold, le proposte nascono dall’incontro tra mercato, tecnica e improvvisazione. Pizze pensate per offrire alla clientela un motivo concreto per tornare, stagione dopo stagione, nel locale torinese di Prete.

 

I fuori menu nascono dall’idea di valorizzare materie prime che altrimenti farei fatica a inserire in pianta stabile nel menu” ha affermato Massimiliano Prete. “Gli asparagi, ad esempio, sono ottimi in questo momento, ma il resto dell’anno non sono ricchi di sapore o reperibili. Lo stesso vale per i carciofi, ottimali da febbraio ad aprile, e per le melanzane, nella stagione estiva. Quando lavoro con gli ingredienti marini, cerco invece di rispettare i cicli naturali di produzione e crescita. Un prodotto come il gambero rosso di Sanremo, ad esempio, prediligo utilizzarlo da maggio ad agosto. Per ogni topping, così come per le pizze in carta, abbino un impasto ad hoc, a volte sperimentale, magari in attesa di trovare un posto fisso nel menu”.

 

A Saluzzo apre Matre, il nuovo laboratorio del pane di Massimiliano Prete

Il lievitista di Sestogusto inaugura uno spazio di 35 mq dedicato al lievito madre: pane da grani biologici, focacce, pizza alla pala, dolci da forno e una bottega di eccellenze gastronomiche

 

In via Spielberg 29, nel centro storico di Saluzzo, venerdì 12 dicembre alle 17 il lievitista Massimiliano Prete – titolare di Sestogusto Torino e Sestogusto Sevilla – inaugura Matre, un luogo dedicato al pane e alle farine che ne custodiscono la memoria.


Naturale estensione del lavoro di ricerca del laboratorio Prete Lab, Matre si sviluppa in 35 mq progettati dagli architetti Valentina Pelizzetti e Marco Gini, dove il legno, l’arancione e il bianco accolgono pani da grani biologici e antichi, focacce, pizze alla pala e lievitati dolci. A completare l’esperienza, una piccola bottega di eccellenze enogastronomiche selezionate, in continuità con il percorso tracciato nelle pizzerie Sestogusto.


In latino matre significa madre, ovvero l’origine di tutto. Per noi l’ingrediente da cui tutto parte è il lievito madre. È l’anima del nostro lavoro, una materia prima viva, che ci consente di ottenere prodotti unici dal punto di vista organolettico. Matre sarà un vero e proprio showroom del nostro laboratorio” ha affermato Massimiliano Prete. “Il primo punto non potevo non inaugurarlo a Saluzzo, che è e rimarrà sempre il mio punto di partenza. Da cui spiccare il volo verso nuove destinazioni. Sono felice di annunciare che in questo progetto sarò affiancato anche da alcuni miei amici, in questo caso veri e propri compagni di viaggio”.

 

La svolta internazionale di Sestogusto

Massimiliano Prete sbarca in Spagna portando la sua filosofia di lievitazione a Siviglia 

Il maestro lievitista Massimiliano Prete sbarca in Spagna con una nuova sede a Siviglia, in Plaza Jesús de la Pasión, nel cuore pulsante della capitale dell'Andalusia. L’apertura segna la svolta internazionale del brand Sestogusto. Il progetto è nato in collaborazione con un gruppo di investitori che ha in programma, nei prossimi cinque anni, di replicare il format nelle principali città spagnole.

 

Massimiliano Prete, recentemente classificatosi 24° nella classifica mondiale The Best Pizza Awards 2025, manterrà un ruolo fortemente centrale sia a Siviglia che nelle future aperture, occupandosi della selezione e formazione del personale di cucina e di sala, della scelta dei fornitori – alcuni italiani, altri spagnoli – e dello studio del menu. Tutti gli impasti saranno realizzati in Italia all’interno del Prete Lab di Saluzzo e, grazie a un sapiente uso della tecnologia, conservati e serviti in Spagna. Una soluzione che permette di portare fuori dai confini italiani la filosofia di Sestogusto.

 

“Sono emozionato di poter finalmente condividere una simile notizia, sono mesi che siamo al lavoro per la messa a terra di questo progetto che solo in apparenza sembra semplice. Aprire in Spagna per me è un sogno che si realizza. Vuol dire raccontare ad altri popoli cosa è per me un impasto, provando a far capire quanto studio c’è dietro ogni singola voce del menu. Ho ritenuto che i tempi fossero maturi dopo aver rodato il laboratorio a Saluzzo” spiega Massimiliano Prete. “È certamente una sfida, ma siamo pronti!”.

 

“Abbiamo conosciuto Massimiliano Prete a Saluzzo, andando a cena dall’allora Gusto Divino nel 2018, e siamo rimasti folgorati dai suoi lievitati. Negli anni seguenti abbiamo cercato di capire come replicare il format anche a Siviglia, la nostra città. Finalmente ci siamo riusciti. Questo è il primo passo di un percorso molto più ampio che faremo con Massimiliano in Spagna. Non vediamo l’ora di annunciare anche le prossime aperture” dichiara il portavoce degli investitori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

0 commenti

Ti è piaciuto il nostro pranzo?