La biodiversità,
declinata nella sua dimensione naturale, agricola, gastronomica e
culturale, è il filo conduttore della manifestazione e il cuore del
lavoro che Slow Food porta avanti fin dalla sua nascita attraverso
iniziative come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e l’Alleanza Slow Food dei Cuochi.
Proprio questi progetti sono al centro dell’evento, che celebra i 40
anni di Slow Food Italia, nel segno dell’eredità culturale e politica di
Carlo Petrini, portando nel cuore del capoluogo piemontese la rete
globale di Slow Food, con comunità provenienti da 120 Paesi, un grande
Mercato di produttori e un programma di incontri, laboratori e momenti
di confronto sui grandi temi del cibo.
Ecco gli otto volti che accompagneranno il racconto di Terra Madre Salone del Gusto 2026.
Lizet Bautista Patzi, Bolivia – Slow Food Indigenous Peoples’ Network e Slow Food Youth Network
Giovane rappresentante delle reti Slow Food dedicate ai popoli
indigeni e alle nuove generazioni, Lizet Bautista Patzi incarna il ruolo
dei giovani nella costruzione di sistemi alimentari più equi e
sostenibili. Lo Slow Food Youth Network riunisce ragazze e ragazzi
impegnati in tutto il mondo sui temi dello spreco alimentare, del
cambiamento climatico, delle politiche del cibo e delle ingiustizie
sociali. Attraverso attività educative, incontri, festival e momenti di
condivisione, la rete promuove una nuova cultura alimentare fondata sul
rispetto delle persone, del lavoro e dell’ambiente.
Ismael Bello Cervantes, Messico – Slow Food Indigenous Peoples’ Network
La sua storia rappresenta il ruolo fondamentale dei popoli
indigeni nella tutela della biodiversità. La Rete dei Popoli Indigeni di
Slow Food nasce per sostenere diritti, tradizioni e conoscenze di
comunità che da generazioni custodiscono territori e sistemi alimentari
unici. In molte aree del mondo queste comunità affrontano pressioni
crescenti, dalla perdita dei territori all’erosione culturale fino alla
marginalizzazione economica. Attraverso la rete Slow Food, i popoli
indigeni possono dare voce alle proprie esperienze e valorizzare il
patrimonio custodito: oltre 700 prodotti indigeni sono già stati
inseriti nell’Arca del Gusto e più di 50 Presìdi Slow Food sono oggi
gestiti da comunità indigene.
Charleilson De Jesus Santos (Kanauã Curuaia), Brasile – Slow Food Indigenous Peoples’ Network e Slow Food Youth Network
Rappresentante delle comunità indigene e delle nuove
generazioni di Slow Food, Charleilson De Jesus Santos unisce due
prospettive fondamentali per il futuro del cibo: la difesa dei saperi
ancestrali e il protagonismo dei giovani. Attraverso le reti Slow Food,
contribuisce a promuovere un modello alimentare capace di affrontare le
grandi sfide contemporanee, dal cambiamento climatico alla perdita di
biodiversità, valorizzando il significato culturale del cibo e il legame
tra comunità e territori.
Dario Ficara, Italia – Sicilia – Presidio Slow Food dell’oliva Zaituna
Dario Ficara è tra i custodi di una varietà di oliva antichissima, la Zaituna, il cui nome richiama la parola araba zaytūna
e che molti considerano una delle prime olive coltivate in Sicilia.
Diffusa esclusivamente sulle colline che si affacciano sul golfo di
Siracusa, questa varietà racconta una storia millenaria fatta di frantoi
rupestri, ulivi secolari e continuità agricola. Dopo la crisi provocata
dall’abbandono degli uliveti e dal grande incendio del 1998, oggi la
Zaituna vive una nuova stagione grazie al lavoro di giovani produttori
impegnati nel recupero e nella valorizzazione di questo patrimonio,
riconosciuto anche nella Dop Monti Iblei. La sua tutela rappresenta un
esempio di resilienza agricola e identità territoriale.
Margaret Tunda Lepore, Kenya – Presidio Slow Food della pecora rossa Masai
La pecora rossa Masai è molto più di una razza animale: è parte
integrante della cultura e della vita delle comunità pastorali che la
allevano. In un contesto segnato dalla riduzione dei pascoli, dalla
pressione sui territori e dagli effetti delle siccità legate al
cambiamento climatico, salvaguardare questa razza significa proteggere
una risorsa genetica preziosa e un modello di allevamento adattato
all’ambiente. Il Presidio Slow Food, nato dalla collaborazione tra Slow
Food e Ifad, sostiene la comunità Masai attraverso formazione,
assistenza tecnica, scambi di esperienze e nuove opportunità di mercato,
con particolare attenzione al ruolo delle donne e dei giovani.
Larysa Tytykalo, Ucraina – Alleanza Slow Food dei Cuochi e Slow Food Community “Safeguarding the gastronomic legacy of the Southern Bessarabia”
Cuoca e rappresentante dell’Alleanza Slow Food, Larysa Tytykalo
racconta il ruolo della cucina come strumento di tutela della
biodiversità e delle culture alimentari locali. L’Alleanza Slow Food dei
Cuochi è una rete che unisce cuoche e cuochi di tutto il mondo ai
piccoli produttori, promuovendo nei ristoranti prodotti locali, Presìdi
Slow Food e prodotti dell’Arca del Gusto. Attraverso le loro scelte
quotidiane, i cuochi dell’Alleanza danno visibilità al lavoro di
agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani e trasformatori che
rispettano i territori e le loro risorse.
Ellias Yesaya, Indonesia – Slow Food Community “Safeguard and promote local traditional agrobiodiversity and food culture of the Krayan”
Nella regione di Krayan, Ellias Yesaya rappresenta una comunità
che custodisce un sistema agricolo tradizionale fondato sulla diversità
delle colture e sull’equilibrio con l’ambiente. Qui la coltivazione del
riso si integra con numerose varietà locali di ortaggi, frutti, cereali
e piante selvatiche, insieme all’allevamento di piccoli animali. Un
modello agricolo che conserva una straordinaria ricchezza di specie e
conoscenze, basato su pratiche naturali che non richiedono l’uso di
pesticidi, erbicidi o fertilizzanti sintetici.
Giulia Zappa, Italia – Liguria – Presidio Slow Food della razza bovina Cabannina
Giulia Zappa è tra le custodi della razza bovina Cabannina, un
patrimonio genetico ligure che nel corso del Novecento ha rischiato di
scomparire: dai circa 40 mila capi dell’inizio del secolo scorso si è
arrivati a poco più di un centinaio di animali. Grazie al lavoro di
recupero degli allevatori, oggi la razza è nuovamente valorizzata e
riconosciuta come popolazione a rischio di estinzione. Il disciplinare
del Presidio prevede animali allevati al pascolo e un’alimentazione
basata prevalentemente su foraggi locali. La Cabannina rappresenta una
risorsa per il territorio, contribuendo a preservare il paesaggio,
sostenere le piccole aziende e mantenere viva una tradizione agricola.
L’edizione 2026 di
Terra Madre Salone del Gusto è resa possibile grazie al sostegno di
istituzioni e aziende che hanno già confermato il proprio supporto. Main
Partner dell’evento sono Acqua S. Bernardo, BBBell, Camera di commercio
di Torino, Iren, Pastificio Di Martino, QBA – Quality Beer Academy e
Reale Mutua. In-kind Partner sono Bormioli Luigi, Coop Italia, IP
Industrie e Ntt Data Italia; Green Partner sono Consorzio Ricrea e PEFC
Italia; Area Partner sono Alberto Marchetti, Arix Professional,
Baratti&Milano, Caffè Costadoro, Consorzio del Parmigiano Reggiano,
I-sped, Sebach e Tucano. Federalberghi Torino è Hospitality Partner,
mentre Bus Company è Mobility Partner. Collabora con la manifestazione
anche Turismo Torino e Provincia. Nikon è Media Partner e l’Istituto
Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) è Partner Culturale.
L’evento è inoltre realizzato con il patrocinio del Masaf e di Ismea, il
supporto di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, il
sostegno di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane, il contributo
dell’Unione Europea, del programma LIFE, di IFAD, di W.K. Kellogg
Foundation, di Meatless Monday e di GIZ.
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