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"IL PANE FATTO A MANO"
Fare il pane in casa con la pasta madre e i grani antichi delle filiere corte è un gesto semplice, quotidiano ma anche "politico", perché unisce il piacere, il diritto a un'alimentazione più sana e la difesa della biodiversità agricola.
Fare il pane in casa con la pasta madre e i grani antichi delle filiere corte è un gesto semplice, quotidiano ma anche "politico", perché unisce il piacere, il diritto a un'alimentazione più sana e la difesa della biodiversità agricola.
33 ricette e storie di pane buono, bio e solidale
È in libreria per Altreconomia edizioni il nuovo libro della giornalista ambientale Chiara Spadaro: un manuale semplice, completo (ed economico) che spiega come preparare nel forno di casa un pane biologico, sano e solidale. Tutte le tecniche base per panificare con la pasta madre e i segreti per tornare a utilizzare le farine dei grani "antichi".
"Il pane fatto a mano" racconta però anche altre storie, fra cui quella del "rinascimento" del pane, oggi lievitato grazie a un movimento contadino che ha ripreso a coltivare i grani tradizionali dimenticati, a fornai che insegnano come impastare farina e pasta madre e a consumatori consapevoli che hanno promosso le filiere corte locali, riportando il pane al centro della nostra tavola e consentendo di recuperare il "saper fare" della panificazione casalinga.
Un libro che - con un breve excursus - fa prima di tutto chiarezza sulle differenze tra grani cosiddetti "antichi" (sarebbe più corretto definirli tradizionali o locali) e "moderni", spiegando tra l'altro perché alcuni studiosi ritengano che la diminuzione della biodiversità e la conseguente presenza sulle nostre tavole di cibi sempre più uniformi e poveri di nutrienti sia una della concause dell'aumento dei disturbi legati all'alimentazione; e perché al contrario il recupero dei grani tradizionali sia foriero di molti vantaggi, per salute e ambiente.
Chiara Spadaro segue il solco di questa renaissance interpellando prima di tutto i massimi esperti del campo: il pioniere Giuseppe Li Rosi che lavora su oltre 200 ettari cereali di varietà tradizionali siciliane; Salvatore Ceccarelli, agronomo che sperimenta il miglioramento genetico partecipativo (miscugli di grani che si evolvono in campo); Giovanni Dinelli, agronomo dell'Università di Bologna che studia gli aspetti nutrizionali dei "grani antichi".
Ma qual è in concreto la "farina del nostro sacco": le frequently asked questions che aprono il capitolo dedicato alla pasta madre spiegano come procurarsi, utilizzare, conservare e curare il lievito vivo. A seguire, la ricetta base per la pasta madre, spiegata da Antonella Scialdone, una delle maestre del "rinascimento bianco". Per continuare con gli strumenti fondamentali da avere sottomano per fare il pane in casa. A questo punto si è pronti per iniziare, ovviamente con le "ricette base" di pane casalingo.
Quando poi si è presa un po' la mano si può continuare con le 30 e più ricette disponibili: c'è il pane preparato con le farine dei progetti di filiera corta locale di tutta Italia - come il pane degli 11 grani del Parco Agricolo Sud Milano o quello campano di Cum-panatico Sud - che l'autrice presenta a corollario di ciascuna ricetta. Oppure la torta di ciliege e farina dal Friul di mieç o il pane mediterraneo con fichi e datteri, per citarne alre due. Ma insieme al pane anche ricette di pizze, focacce, tigelle, friselle, taralli e dolci golosi, raccontati da mamme-fornaie, rinomati food blogger, attiviste di cucina etica, titolari di aziende agricole e molti altri, compresi i detenuti del carcere di Opera. Le farine di "grani antichi" si possono acquistare presso i mulini (un ampio elenco nel libro), tramite i Gas ma non mancano i "miscugli" reperibili on line. Il messaggio generale è che fare il pane non è solo tecnica: ha a che fare con l'intelligenza della terra, ovvero con l'occasione di partecipare a una collettività sempre più vasta che coltiva, macina, panifica nel rispetto dell'ambiente e della nostra salute.
L'autrice Chiara Spadaro (Vicenza, 1985) è giornalista ambientale e antropologa. Scrive per Altreconomia ed è autrice di "Il frutto ritrovato" (2010), "Adesso pasta" (2011, vincitore del premio del Museo nazionale delle paste alimentari), "Piccolo è meglio" (2012), "Vademecum per la biodiversità quotidiana" (2013), "Il pane e la madre" (2014) e "Il filo di canapa" (2016) per Altreconomia. Nel 2013 ha vinto i premi giornalistici Penna d'oca, Alfio Menegazzo e l'Agricoltura civica award.
Nel cuore di Roma, nella splendida cornice di Largo Leopardi (via Merulana), rivive la Festa del Pane organizzata dallo storico forno Panella. Ideata negli anni '80 da Maria Grazia Panella la festa, dedicata alla dea della fertilità Cerere, restituisce la tradizione - in uso nell'antica Roma - legata alla distribuzione gratuita di pane alla popolazione. Parteciperanno all'evento volti noti del mondo dello spettacolo.
L'azienda, che è attiva nell'Urbe dal 1929, ha deciso di ripristinare l'evento che dimostra quanto, grazie all'impegno dei privati, la capitale possa riemergere e tornare ai fasti tradizionali. Da qui il motto prescelto "a Roma non c'è solo mondezza ma anche chi fa Feste".
Mercoledì 21 giugno sarà allestita la piazzetta antistante il forno con balle di fieno e fasci di grano provenienti dalla campagna romana. Giovedì 22 verrà consegnato alla popolazione del pane nelle fasce orarie 10-12-16-18. Venerdì 23 Maria Grazia Panella racconterà la storia del pane, la sua trasformazione fino ai giorni nostri.
Mercoledì 21 giugno sarà allestita la piazzetta antistante il forno con balle di fieno e fasci di grano provenienti dalla campagna romana. Giovedì 22 verrà consegnato alla popolazione del pane nelle fasce orarie 10-12-16-18. Venerdì 23 Maria Grazia Panella racconterà la storia del pane, la sua trasformazione fino ai giorni nostri.
L'antico forno Panella è noto, sia in Italia, sia all'estero, per la genuinità delle materie prime utilizzate nella creazione di prodotti che sono frutto di una lavorazione artigianale. Ogni giorno rinnova la tradizione con ingredienti che vengono lavorati con sapienza, per offrire continuamente un prodotto di altissima qualità.
Il pane è il cibo base di una sana alimentazione e, soprattutto, è simbolo di vita, nel senso più rigoglioso, rinnovato, gioioso. Con l'antico forno Panella diviene anche una vera e propria arte da celebrare.
La storia che vogliamo raccontarvi oggi è quella legata al pane ed ai nostri ricordi d'infanzia, che col passare
degli anni cerchiamo di tramandare anche ai nipotini.
Quando senti per profumo inconfondibile di pane, sai che dentro vi è tutto l'amore e la passione che, mescolati con semplici ingredienti, rendono quel fagottino qualcosa di straordinario.
Nostra madre racconta ancora oggi di come il pane venisse realizzato da nostra nonna in casa, aggiungendo farina, acqua e sale. Talvolta anche le patate, per renderlo più corposo. Erano tempi duri quelli del dopo guerra, ma la gioia e l'armonia che scaturiva quel profumino invitante provenire dal forno di casa, non aveva prezzo.
Col passare degli anni il pane fatto in casa, dopo esser stato abbandonato per un pò, è stato ripreso grazie anche alla tecnologia, per fare di nuovo il pane in casa come una volta, aggiungendo gli ingredienti che più ci aggradano, evitando così anche le fastidiose intolleranze alimentari.
Se sai che ci metti il cuore, vuoi anche che sia buono e gustoso per tutti.
E così, con la panificatrice tecnologica, anche noi Lunch Girls possiamo sbizzarrirci nel ricreare quell'atmosfera gioiosa e sentire ancora quel profumo di pane fatto in casa.
Con un pò di fantasia, possiamo realizzare insieme dei fantastici panini alla curcuma e semi di papavero.
Basta che vi procuriate 200 g di farina (quella apposita per il pane), 4 g di sale, 1 cucchiaino di lievito,
un bicchiere d'acqua calda, un cucchiaino di curcuma in polvere, dei semi di papavero, 2 cucchiaini di olio
extra vergine d'oliva.
Ma come si fa il pane se non avete la macchina panificatrice?
Sciogliete il lievito in un bicchiere d'acqua calda e fate riposare per alcuni minuti.
In una ciotola, versate la farina e la curcuma, unirvi poi il lievito, il sale, lo zucchero, l'olio ed infine un
altro bicchiere d'acqua. A questo punto viene la parte più "dura": dovete impastare il tutto fino a formare una
palla. Una volta formata la palla, impastate ancora per qualche minuto.
Ricoprite la palla con un panno, preferibilmente di cotone, e lasciate lievitare per circa due ore.
Trascorse le due ora, formate delle palle più piccole e poi lasciate lievitare per altre due ore, sempre coprendo tutto con il panno.
Scaldare il forno e inserire i panini per circa 20 minuti.
Vedrete sin da subito che il giallo della curcuma accenderà la fame, sprigionando quell'atmosfera di una volta, del pane fatto in casa.
E voi, quali ricordi avete riguardo il pane? Le vostre nonne o mamme vi hanno insegnato a farlo?
Condividete con tutti noi la vostra "storia di pane" scrivendo i vostri ricordi nella apposita sezione "storiedipane" all'interno del sito FornoPubblico.com, o utilizzate anche i social aggiungendo gli hashtag #storiedipane e #fornopubblico.
degli anni cerchiamo di tramandare anche ai nipotini.
Quando senti per profumo inconfondibile di pane, sai che dentro vi è tutto l'amore e la passione che, mescolati con semplici ingredienti, rendono quel fagottino qualcosa di straordinario.
Nostra madre racconta ancora oggi di come il pane venisse realizzato da nostra nonna in casa, aggiungendo farina, acqua e sale. Talvolta anche le patate, per renderlo più corposo. Erano tempi duri quelli del dopo guerra, ma la gioia e l'armonia che scaturiva quel profumino invitante provenire dal forno di casa, non aveva prezzo.
Col passare degli anni il pane fatto in casa, dopo esser stato abbandonato per un pò, è stato ripreso grazie anche alla tecnologia, per fare di nuovo il pane in casa come una volta, aggiungendo gli ingredienti che più ci aggradano, evitando così anche le fastidiose intolleranze alimentari.
Se sai che ci metti il cuore, vuoi anche che sia buono e gustoso per tutti.
E così, con la panificatrice tecnologica, anche noi Lunch Girls possiamo sbizzarrirci nel ricreare quell'atmosfera gioiosa e sentire ancora quel profumo di pane fatto in casa.
Con un pò di fantasia, possiamo realizzare insieme dei fantastici panini alla curcuma e semi di papavero.
Basta che vi procuriate 200 g di farina (quella apposita per il pane), 4 g di sale, 1 cucchiaino di lievito,
un bicchiere d'acqua calda, un cucchiaino di curcuma in polvere, dei semi di papavero, 2 cucchiaini di olio
extra vergine d'oliva.
Ma come si fa il pane se non avete la macchina panificatrice?
Sciogliete il lievito in un bicchiere d'acqua calda e fate riposare per alcuni minuti.
In una ciotola, versate la farina e la curcuma, unirvi poi il lievito, il sale, lo zucchero, l'olio ed infine un
altro bicchiere d'acqua. A questo punto viene la parte più "dura": dovete impastare il tutto fino a formare una
palla. Una volta formata la palla, impastate ancora per qualche minuto.
Ricoprite la palla con un panno, preferibilmente di cotone, e lasciate lievitare per circa due ore.
Trascorse le due ora, formate delle palle più piccole e poi lasciate lievitare per altre due ore, sempre coprendo tutto con il panno.
Scaldare il forno e inserire i panini per circa 20 minuti.
Vedrete sin da subito che il giallo della curcuma accenderà la fame, sprigionando quell'atmosfera di una volta, del pane fatto in casa.
E voi, quali ricordi avete riguardo il pane? Le vostre nonne o mamme vi hanno insegnato a farlo?
Condividete con tutti noi la vostra "storia di pane" scrivendo i vostri ricordi nella apposita sezione "storiedipane" all'interno del sito FornoPubblico.com, o utilizzate anche i social aggiungendo gli hashtag #storiedipane e #fornopubblico.
No, non ho sbagliato a scrivere il titolo.
Non sono neanche impazzita. Certo, le Lunch Girls mangerebbero anche i piatti quando assaporano deliziose pietanze, ma in questo caso potremmo farlo letteralmente!
Pappami è un progetto che nasce dall'esigenza di ridurre costi di produzione ma al contempo -e soprattutto- avere un impatto ambientale molto minimo, rispetto all'utilizzo di ceramiche, plastica ed altri materiali non biodegradabili.
Per quale motivo?
Semplice: il piatto si mangia!
Pappami è un piatto realizzato con in ingredienti semplici, proprio come quelli del pane, vegetariani e con grassi vegetali non idrogenati. Gli ingredienti sono scelti con cura in base alla loro qualità, senza ogm e senza coloranti.
Prossimamente vi sarà anche una linea biologica e senza glutine.
Pappami è un prodotto Made In Italy, innovativo per essere una valida alternativa al tradizionale piatto e poi può essere mangiato in sostituzione del pane, ha una immagine ed un sapore artigianale e mantiene calde le vivande, oltre ad essere resistente anche a cibi caldi.
Non deve essere lavato come i tradizionali piatti, quindi direte addio alle pile di piatti nel vostro lavabo e che puntualmente dovrete lavare soltanto voi.
Rispetta la natura, sia per quanto concerne la realizzazione che lo smaltimento dello stesso ed è anche economico.
Infine Pappami è anche personalizzabile sul fondo o sulla corolla, con l'incisione del vostro nome, di uno slogan o del marchio della vostra attività.
Queste le proprietà nutrizionali:
Non vediamo l'ora di poter degustare questo prodotti realizzando tutte le nostre ricette preferite.
Ad ogni modo Pappami è usato sia per la ristorazione, ideale magari per le insalate ed i piatti corposi che necessitano di pane, sia per l'utilizzo a casa.
Un piatto e niente sprechi!
E voi lo conoscete?
Non sono neanche impazzita. Certo, le Lunch Girls mangerebbero anche i piatti quando assaporano deliziose pietanze, ma in questo caso potremmo farlo letteralmente!
Pappami è un progetto che nasce dall'esigenza di ridurre costi di produzione ma al contempo -e soprattutto- avere un impatto ambientale molto minimo, rispetto all'utilizzo di ceramiche, plastica ed altri materiali non biodegradabili.
Per quale motivo?
Semplice: il piatto si mangia!
Pappami è un piatto realizzato con in ingredienti semplici, proprio come quelli del pane, vegetariani e con grassi vegetali non idrogenati. Gli ingredienti sono scelti con cura in base alla loro qualità, senza ogm e senza coloranti.
Prossimamente vi sarà anche una linea biologica e senza glutine.
Pappami è un prodotto Made In Italy, innovativo per essere una valida alternativa al tradizionale piatto e poi può essere mangiato in sostituzione del pane, ha una immagine ed un sapore artigianale e mantiene calde le vivande, oltre ad essere resistente anche a cibi caldi.
Non deve essere lavato come i tradizionali piatti, quindi direte addio alle pile di piatti nel vostro lavabo e che puntualmente dovrete lavare soltanto voi.
Rispetta la natura, sia per quanto concerne la realizzazione che lo smaltimento dello stesso ed è anche economico.
Infine Pappami è anche personalizzabile sul fondo o sulla corolla, con l'incisione del vostro nome, di uno slogan o del marchio della vostra attività.
Queste le proprietà nutrizionali:
Non vediamo l'ora di poter degustare questo prodotti realizzando tutte le nostre ricette preferite.
Ad ogni modo Pappami è usato sia per la ristorazione, ideale magari per le insalate ed i piatti corposi che necessitano di pane, sia per l'utilizzo a casa.
Un piatto e niente sprechi!
E voi lo conoscete?
Siamo agli sgoccioli di questa estate. Poche ore e ci ritroveremo di nuovo al lavoro, piene di impegni che non ci lasceranno respirare.
Ed è per questo che vogliamo farvi sognare oggi, con questo fantastico luogo conosciuto qualche tempo fa e di cui non si può far a meno di innamorarsi al primo sguardo.
Sto parlando di "Grano, Frutta e Farina", un posto accogliente, nel cuore di Roma, a due passi da Piazza di Spagna, nella viuzza dove spesso ci soffermiamo per guardare le vetrine e gustarci delle prelibatezze da sogno.
Quel che colpisce entrando in Grano, Frutta e Farina è il colore verde, predominante. Oltre al fatto che ci si imbatte nel bancone della pizza e del pane, della frutta essiccata, delle spezie e più in fondo dei dolci, dello yogurt e della frutta fresca.
Daniela ed io restiamo estasiate da contante bontà che non esitiamo ad entrare. C'eravamo già entrate per curiosare non appena lo avevano aperto, ma non avevamo ancora avuto modo di degustare qualcosa.
Così, complice un pò l'afa e un pò la dieta -ho detto dieta?? beh dai, diciamo che stiamo attente- prendiamo soltanto -per modo di dire- dello yogurt con un mix di frutta fresca.
Lo yogurt è sia intero che parzialmente scremato, mentre il mix di frutta è composto da mele, kiwi, melone, pesca e tanto altro ancora. Il mio l'ho condito anche con un frullato di mango. Ma si possono mettere tantissime altre cosette sullo yogurt, come la frutta secca ed i cereali. Insomma, il mix lo decidete voi e non vi sono limiti.
Ci siamo poi sedute su di un paio di sgabelli all'interno del locale. Certo, non vi sono molti posti, ma è sempre un piacere spizzicare in tutta tranquillità e poi riprendere il cammino.
Chi vi lavora all'interno è molto gentile. La signora che ci ha "confezionato" lo yogurt al momento ci ha illustrato tutto quel che potevamo mangiare, ma non solo: ci ha anche offerto un assaggino di una freschissima cheesecake.
Seppur a dieta -dieta??- non abbiamo potuto di certo rifiutare un così dolcissimo gesto.
Allora, che ne pensate? Noi siamo certe che ci farà compagnia anche in inverno, con delle gustose cioccolate magari.
GRANO, FRUTTA E FARINA - Via della Croce 49/A, Roma
Ed è per questo che vogliamo farvi sognare oggi, con questo fantastico luogo conosciuto qualche tempo fa e di cui non si può far a meno di innamorarsi al primo sguardo.
Sto parlando di "Grano, Frutta e Farina", un posto accogliente, nel cuore di Roma, a due passi da Piazza di Spagna, nella viuzza dove spesso ci soffermiamo per guardare le vetrine e gustarci delle prelibatezze da sogno.
Quel che colpisce entrando in Grano, Frutta e Farina è il colore verde, predominante. Oltre al fatto che ci si imbatte nel bancone della pizza e del pane, della frutta essiccata, delle spezie e più in fondo dei dolci, dello yogurt e della frutta fresca.
Daniela ed io restiamo estasiate da contante bontà che non esitiamo ad entrare. C'eravamo già entrate per curiosare non appena lo avevano aperto, ma non avevamo ancora avuto modo di degustare qualcosa.
Così, complice un pò l'afa e un pò la dieta -ho detto dieta?? beh dai, diciamo che stiamo attente- prendiamo soltanto -per modo di dire- dello yogurt con un mix di frutta fresca.
Lo yogurt è sia intero che parzialmente scremato, mentre il mix di frutta è composto da mele, kiwi, melone, pesca e tanto altro ancora. Il mio l'ho condito anche con un frullato di mango. Ma si possono mettere tantissime altre cosette sullo yogurt, come la frutta secca ed i cereali. Insomma, il mix lo decidete voi e non vi sono limiti.
Ci siamo poi sedute su di un paio di sgabelli all'interno del locale. Certo, non vi sono molti posti, ma è sempre un piacere spizzicare in tutta tranquillità e poi riprendere il cammino.
Chi vi lavora all'interno è molto gentile. La signora che ci ha "confezionato" lo yogurt al momento ci ha illustrato tutto quel che potevamo mangiare, ma non solo: ci ha anche offerto un assaggino di una freschissima cheesecake.
Seppur a dieta -dieta??- non abbiamo potuto di certo rifiutare un così dolcissimo gesto.
Allora, che ne pensate? Noi siamo certe che ci farà compagnia anche in inverno, con delle gustose cioccolate magari.
GRANO, FRUTTA E FARINA - Via della Croce 49/A, Roma
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