A TUTTA TORBA!



L’esperienza del 3 dicembre al Chorus Cafè di Via della Conciliazione 4, Roma, è stata foriera di svariate, deliziose scoperte, anche per chi come il sottoscritto si è accostato relativamente da poco (ma con immensa soddisfazione) all’universo dei whisky torbati. Del resto cos’altro aspettarsi da un evento come A Tutta Torba!, giornata dedicata interamente ai whisky torbati con centinaia di etichette, bottiglie rare, spuntini gustosi con Trapizzino, iperbolici viaggi nelle distillerie scozzesi, un ricchissimo collector's corner (che scopriremo a breve) e il LAPHROAIG Cocktail Bar con quattro eccezionali bartender a disposizione per cocktail inediti.


Durante questo attesissimo appuntamento che ha avuto il Laphroaig, un nome una garanzia per chi ama il whisky torbato, quale protagonista indiscusso, la mia attenzione è stata però colpita, proprio all’inizio, da una fila di bottiglie che promettevano decisamente bene. Una diversa dall’altra, ognuna con una storia importante da raccontare. E prima ancora di partire con gli assaggi di rito, il volto sorridente di Enrico mi ha fatto capire che la sua esperienza di collezionista e di intenditore sarebbe stata un buon viatico, per iniziare bene la giornata. Così è stato. E a distanza di alcune settimane dal fruttuoso e stimolante incontro, ho voluto rimettermi in contatto con lui per ragionare insieme su quelle gradevolissime bevute e sull’altrettanto piacevole cornice che ci aveva ospitato.

Durante l’evento ”A Tutta Torba!” del 3 dicembre, Enrico, il tuo collector’s corner è stato il primo spazio che ho visitato e anche quello in cui sono tornato più volentieri, considerati il pregio e la rarità delle bottiglie. Ti potresti presentare intanto ai lettori, raccontando come è nata la tua passione per il whisky e come ti sei ritrovato a partecipare a simili eventi?
    
Beh, per dire la verità è il whisky che si è avvicinato a me, ahahahah!
Fin da giovane ho sempre ricercato la qualità nel bere e questo mi ha portato a lavorarci, solo cosi ho avuto occasione di sviluppare il mio gusto.
Inizialmente mi sono avvicinato al mondo dei cocktail, per poi appassionarmi sempre di più ai distillati. Tuttavia è stato solo quando ho iniziato a lavorare in un whisky bar, che ho scoperto innumerevoli nuovi sapori presenti in esso. 
Diciamo che negli anni da consumatore ho girato tanti festival scoprendo il piacere di assaggiare whisky molto rari, difficili da trovare ancora in commercio. Tutto ciò è stato d’ispirazione per me, a tal punto da voler partecipare attivamente alle fiere.
Con gli anni, ho iniziato a comprare qualche bottiglia qua e là e da cosa nasce cosa...

Per chi come me ha scoperto da poco l’affascinante settore dei whisky torbati, un angolo come il tuo ha finito per offrire non poche sorprese. Sin dal primo assaggio, che ha riguardato peraltro del Laphroaig di medio/lungo invecchiamento, passato attraverso un imbottigliatore indipendente. Puoi dirci in breve di quella bottiglia e di come avvengono simili passaggi?

Nello specifico Laphroaig 2000 - 14yo Hidden Spirits è uno Scotch whisky non imbottigliato dalla Distilleria Laphroaig ma bensì un single cask whisky proveniente da Laphroaig Distillery selezionato ed imbottigliato da Hidden Spirits di Ferrara.
  
Facciamo chiarezza per una miglior comprensione... Si definiscono Imbottigliatori Indipendenti (o per meglio dire Selezionatori ed Imbottigliatori indipendenti) quelle aziende che acquistano botti di whisky, talvolta direttamente dalle distillerie talvolta da aziende che detengono botti in proprietà dette Brokers, per poi imbottigliare tale prodotto con propria etichetta.

Quando andiamo ad approcciarci ad un imbottigliamento indipendente, nella maggior parte dei casi, ci troviamo di fronte ad edizioni a tiratura limitata, prevalentemente single cask (bottiglie afferenti a whisky proveniente da una singola botte di whisky) e a prodotti che per ricchezza di sapore sapranno stupire. Quello che cerca solitamente un imbottigliatore indipendente è un prodotto in cui la botte abbia saputo enfatizzare la qualità dello stesso. Bere Indipendente significa scoprire sapori e tonalità nuove ogni volta che si apre una nuova selezione.




Si è poi passati, nel corso delle varie degustazioni, a uno Springbank estremamente torbato che a livello di gusto ci ha ammaliato, probabilmente, più degli altri. Cosa puoi dirci su questo whisky?

Springbank distillery produce tre diversi malti. Questi, a loro volta, si distinguono per il livello della torba usato nella maltazione dell'orzo e dal numero di distillazioni ai quali sono sottoposti.
Longrow doppia distillazione, Sprignbank 2 volte e mezzo e Hazelburn 3 volte. 
Il whisky era un Longrow di 9 anni, il più torbato dei tre e distillato 2 volte. Un barile singolo a grado pieno imbottigliato da Cadenheads, con un gusto decisamente torbato e oleoso e con note di pepe, liquirizia e erbe. 

La mia ultima degustazione, avendoti chiesto sensazioni ancora più forti, ha coinciso con un pregiato Caol Ila la cui gradazione, se la memoria non mi inganna, era addirittura sui 63%... una bevuta senz’altro corposa, intensa, cosa potresti aggiungere a riguardo? 

Si era proprio un Caol Ila con gradazione alcolica di 63.1 gradi, distillato nel 1981 e imbottigliato nel 1993. Un altro imbottigliatore indipendente Cooper Choice, in questo caso Scozzese, ha portato tanto successo al festival.
Un'esplosione vera e propria dove la torba e il grado alcolico non perdonano.

Per finire, come giudichi la tua partecipazione a questa scorsa edizione di ”A Tutta Torba!”?
    
E' stato sicuramente piacevole vedere cosi tante persone contente nel bere i whisky che avevo selezionato per il mio stand, cerco sempre di portare un’ottima qualità /prezzo e fidarmi del mio palato. 
Perciò, ci si vede alla prossima edizione!

Da parte mia, ringraziato Enrico non solo per i suggerimenti dati in loco ma anche per le accuratissime spiegazioni, posso soltanto rilanciare l’invito che ci ha appena fatto: A Tutta Torba! è veramente il paradiso di chi già impazzisce per i whisky torbati, come anche di chi da curioso vuole prendere maggior confidenza con essi. Lo stesso stand ufficiale della Laphroaig ha riservato alcune gioiose rivelazioni: su tutte il gusto intenso e gradevolmente “legnoso” del Laphroaig Quarter Cask, la cui complessità di sapori è data dalla doppia maturazione che in due tipi di botti di rovere americano diverso, col trasferimento del distillato per la sua maturazione finale in botti più piccole. E poi, per chiudere con una nota delicata, superato il disappunto per il fatto che le bottiglie di whisky giapponese (nuova frontiera da esplorare) erano appena finite, a un altro stand di gran classe come Spiriti di Vitae ho voluto assolutamente provare l’unico whisky irlandese presente, del quale mi ha incuriosito il tono particolarmente fine ed equilibrato, meno inebriante di quelli scozzesi, ma con un suo perché. Infine, mi sono portato anche i compiti a casa. Sì, perché era difficile resistere alla tentazione rappresentata da una marca di cioccolatini, Madagascar, presente anch’essa alla fiera con alcune golosissime creazioni; una delle quali, non a caso a forma di bicchierino, è pensata anche per ospitare distillati come quel whisky che ho versato molto volentieri al suo interno, per celebrare poi nella mia magione l’entusiasmante percorso compiuto al Chorus Cafè!


     

Stefano Coccia

8 commenti:

  1. Non so si alcune persone mi va perdonare, ma mi piace whisky con Coca-cola :) Ma va bene, eh anche una bibita con whisky :) Una bella settimana per voi! baci!
    DenisesPlanet.com

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    1. Bere deve essere sempre sinonimo di libertà ;)Un abbraccio e buona settimana a te, Denise!

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  2. Io sono sincera whisky così non l'ho mai bevuto, ho avuto modo di bere la crema di whisky e che buona!! Farò un salto in questo posto
    un bacione
    admaiorasemper.website

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  3. Great pictures, looks good!
    Have a lovely day :)
    Rosanna x
    Rose's Rooftop

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  4. Meravigliosi questi eventi Ti amo infinitamente baci

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  5. Non avevo dubbi sulla firma di questo pezzo... bravo Ste e brave le LunchGirls a invarlo!

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