Natale 2018: Franciacorta Brut in primo piano!




Le festività natalizie si avvicinano.  E anche se non siamo ancora arrivati all'8 dicembre, tradizionale ricorrenza che nella capitale vedrà apparire a Piazza Venezia un nuovo Spelacchio (da considerare a sua volta alla stregua di nuovo brand natalizio: bravi, in Comune, perché hanno saputo trasformare un potenziale insuccesso in “operazione simpatia”), le celebrazioni in questa casa sono già cominciate. Come mai tanto in anticipo? Semplice, perché si è già fatto vivo un corriere dell'Azienda Agricola Fratelli Berlucchi. Con una gradita sorpresa per noi, che eravamo stati comunque avvisati di un intrigante pacco in arrivo.


Ci siamo. Ma il primo assalto all'imballaggio ci lascia comunque alle prese con un nuovo mistero. Cosa conterrà l'elegante confezione scura al suo interno? Messa in verticale, non può che stuzzicare il “cinephile” che alligna dentro ognuno di noi. Eccolo, mentre si erge di fronte ai nostri occhi spaesati: il monolite nero di 2001 Odissea nello Spazio.

Tranquilli, non siamo poi partiti per una missione senza ritorno nel Sistema Solare. E anche l'Odissea cui eravamo attesi, datata qui non 2001 come nel film bensì 2013, secondo quanto testimoniato dall'etichetta della prima bottiglia da noi rinvenuta nella scatola, avrebbe avuto a che fare più con qualche recente vendemmia che con avveniristici viaggi tra le stelle. Eccoci infatti con le due bottiglie generosamente spediteci dall'azienda, che potete contattare anche voi, per le regalie di stagione, alla nuova Christmas Page del sito ufficiale. Non è comunque la Freccianera Rosa 2014 posta lì in primo piano la sorpresina a noi riservata, bensì un'altra accoppiata di gran pregio: davvero un "Brut colpo", se ci si consente un po' di ilarità, trattandosi nella fattispecie di una bottiglia di Freccianera Brut 2013 accompagnata poi da quel Brut 25, che aveva suscitato in noi grande curiosità in quanto primo “non millesimato” della scuderia Berlucchi, pensato in primis per il gusto e le tendenze dei consumatori più giovani. Toccava procedere subito a una piccola degustazione...


Ed eccoci quindi pronti a far saltare un tappo anzitempo, rispetto alle feste comandate, per assaggiare un prodotto che l'azienda ama presentare in questi termini: “Eccolo, l’ultimo nato, una ventata di freschezza nel severo mondo dei millesimati: “25” sono i mesi che raccordano il grappolo al bicchiere spumeggiante, 25 le occasioni, 25 gli amici da chiamare… il Brut 25 è diverso, è per i giovani, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e di nuove emozioni.”


All'atto pratico, noi che proprio giovanissimi non siamo, abbiamo apprezzato di sicuro la freschezza del gusto, corredato a nostro avviso di note acidognole abbastanza pronunciate, prerogative queste che lo rendono senz'altro idoneo per situazioni come party, tombolate, torte di compleanno in arrivo... insomma,una ventata di allegria in più per quei momenti di ritrovo che a breve coinvolgeranno tanto un pubblico giovane che le classiche adunate famigliari.


Per il nostro Natale in famiglia, tuttavia, abbiamo preferito tenere saggiamente di scorta quell'altra bottiglia: Freccianera Brut – Franciacorta Brut Millesimo 2013. Spumante secco a noi già noto, con maggior struttura e quell'equilibrio che può renderlo accompagnamento ideale o chiusura dei più pantagruelici cenoni di Capodanno a base di pesce, quelli ai quali certe nonne e zie ci hanno abituato. Ce lo conferma del resto quanto scritto sull'etichetta: “Un'eco dal passato che incide presente e futuro come solo i grandi vini sanno fare, nella continuità di ideali della famiglia Berlucchi. Chardonnay e Pinot nero con note agrumate e balsamiche di Pinot Bianco, segno della sua eccezionalità. Un Franciacorta adatto a una lunga maturazione e che ora è giunto all'apice della sua evoluzione.”
Cos'altro aggiungere? Cin cin!


L’antichissimo ghiacciaio ci lasciò un’eredità preziosa: la terra di Franciacorta (ora Cortefranca), dal suolo arido e ghiaioso, calcareo ed asciutto, come si conviene a colline moreniche, in un susseguirsi di morbide onde come in un grande mare verde. Popoli antichissimi, come i Galli Cenomani, gli Etruschi, i Romani ben la conoscevano e ne traevano vini rossi e bianchi per rinfrancare i loro eserciti, dopo troppi anni di guerre lontane da casa.
E continuano ancora, queste amate terre a darci le loro uve, lo Chardonnay, il Pinot Bianco, il Pinot Nero, il Cabernet e il Merlot.


Stefano Coccia

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