BEAUTY: per NATRUE il 2026 è l'anno della bellezza naturale, con un boom di mercato trainato da trasparenza e innovazione
NATRUE: il 2026 è l'anno della bellezza naturale, con un boom di mercato trainato da trasparenza e innovazione
Il mercato della bellezza naturale cresce in modo costante e strutturale, spinto da qualità, sostenibilità e benessere emotivo. Ingredienti naturali, produzioni locali, soluzioni multiuso e approcci biotecnologici: la sostenibilità continua a orientare in modo crescente le decisioni d'acquisto, non solo per ragioni ambientali ma anche per coerenza valoriale e fiducia
Bruxelles, 17 febbraio 2026 – Il 2026 si apre all'insegna della cosmetica green. Il mercato della bellezza naturale continua la sua corsa con numeri da capogiro: secondo il Rapporto Natural and Organic Cosmetics, il settore ha toccato quota 31,4 miliardi di dollari nel 2024 e punta a superare i 52,2 miliardi entro il 2030, con una crescita media annua dell'8,9%. Per NATRUE, l'Associazione internazionale che tutela la cosmesi naturale e biologica, si tratta di una svolta cruciale: i cosmetici naturali non sono più una scelta per pochi, ma una preferenza diffusa che coniuga efficacia, innovazione e valori etici. Una svolta che ridisegna il panorama beauty mondiale, con qualità, sostenibilità e benessere come nuovi pilastri.
La crescita non è solo economica, ma riflette un cambiamento profondo. I consumatori cercano prodotti che raccontino una storia chiara, verificabile e coerente. Vogliono sapere cosa contengono, da dove provengono gli ingredienti e come avviene la produzione. La bellezza naturale viene sempre più interpretata come parte di un percorso olistico che integra salute, self care ed equilibrio emotivo.
"Il consumatore di oggi è informato, consapevole ed esigente – spiega Paula Gómez de Tejada, Global Communications and Public Relations Manager NATRUE -. Cerca efficacia ma pretende anche etica. Trasparenza, responsabilità e verificabilità delle promesse cosmetiche sono quindi il prerequisito per costruire una fiducia duratura. Come associazione combattiamo da sempre il greenwashing e il nostro consiglio è di controllare la presenza di certificazioni green. Il marchio NATRUE, ad esempio, garantisce l'autenticità dei cosmetici naturali e bio, che devono rispettare criteri rigorosi: sono vietati oli minerali, siliconi, OGM, microplastiche, profumi sintetici e parabeni. Lo standard impone anche la biodegradabilità di determinati ingredienti e vieta categoricamente qualsiasi sperimentazione animale".
Secondo NATRUE, il 2026 ridefinirà il concetto di bellezza con l'affermazione di una visione olistica che punta su soluzioni personalizzate, costruite sulla biologia individuale e sul benessere a 360 gradi. Parallelamente cresce l'importanza dell'esperienza sensoriale: texture, profumi e sensazioni diventano parte integrante del valore percepito, influenzando la relazione emotiva con la routine quotidiana. La skincare evolve da gesto estetico a rituale di cura di sé.
Per i brand la sfida è trovare un equilibrio credibile tra efficacia e responsabilità. La sostenibilità resta un pilastro, ma deve essere dimostrabile: servono claim verificabili e una comunicazione chiara e coerente. L'innovazione scientifica si concentra su formulazioni che proteggono la barriera cutanea, routine rispettose del microbioma e prodotti capaci di semplificare la quotidianità.
"Si sta affermando una nuova domanda di autenticità, come reazione alle immagini patinate e ritoccate dei social. Nel 2026 la bellezza naturale sarà sempre più il punto d'incontro tra risultati e valori. La sfida – e l'opportunità – è rispondere alle aspettative dei consumatori su più livelli: efficacia, trasparenza, sostenibilità, scienza e benessere emotivo", conclude Paula Gómez de Tejada.
Per maggiori informazioni www.natrue.org












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