IKEA | Ricerca globale | Come sta cambiando la vita in cucina e a tavola
Una ricerca IKEA racconta come sta cambiando
la vita in cucina e a tavola nel mondo
Ritmi di vita che cambiano, spazi domestici sempre più flessibili e nuove abitudini quotidiane stanno trasformando il modo in cui viviamo i pasti, tra desiderio di connessione e routine sempre più frammentate
A raccontarlo è una nuova ricerca globale IKEA che, con oltre 31.000 partecipanti in 31 mercati, offre uno sguardo ampio e attuale su come oggi viviamo la cucina e la tavola. Non solo attraverso ciò che mangiamo, ma anche analizzando i luoghi in cui consumiamo i pasti, i tempi della giornata in cui lo facciamo e con chi scegliamo di condividerli.
I dati mostrano – ad esempio – come il pasto serale, pur mantenendo un forte valore simbolico ed emotivo, sia sempre più spesso inserito in routine fluide e informali. Meno della metà delle persone (44%), infatti, dichiara di cenare abitualmente a tavola. Sempre più spesso si mangia altrove: il 18% preferisce il divano, il 4% il letto e un altro 4% la cucina, ma rigorosamente in piedi. Segnali di una quotidianità che si adatta, cambia e trova nuove forme, riflettendo nuove abitudini e una diversa relazione con gli spazi domestici e con il tempo.
«Nonostante la valenza emotiva del cibo, la consuetudine di condividere i pasti viene messa alla prova», dice Lorena Lourido Gomez, Global Food Manager presso IKEA Retail (Gruppo Ingka). «Gli impegni quotidiani, gli spazi abitativi ridotti e differenti priorità fanno sì che sia più difficile ritrovarsi nello stesso posto, alla stessa ora».
Dove, quando e come mangiamo oggi
Il tavolo della cucina non è più l'unico luogo dedicato ai pasti. La casa diventa sempre più un ecosistema dinamico, e a livello globale emerge una maggiore flessibilità nella scelta degli spazi in cui mangiare: circa una persona su quattro afferma di non avere un posto dedicato ai pasti. In alcuni Paesi, come il Regno Unito, la probabilità di non possedere un tavolo da pranzo è quasi tre volte superiore rispetto alla media globale; negli Stati Uniti e in Ungheria cresce la tendenza a consumare i pasti a letto.
Anche l'ora in cui si consuma la cena e la sua durata cambiano, pur rimanendo il pasto più condiviso della giornata. In media, nel mondo, si cena alle 18:44, ma con forti differenze culturali che variano da Paese a Paese: in Spagna l'orario è posticipato mediamente alle 20:54, mentre in Finlandia si mangia già alle 17:17. Per la maggior parte delle persone, la cena dura meno di 30 minuti.
Parallelamente, la presenza degli schermi durante i pasti è diventata una costante. Il 77% degli intervistati dichiara di non porsi limiti nell'uso dei dispositivi elettronici mentre mangia: infatti, il 54% guarda la TV quando il pasto non è condiviso con altre persone e il 40% lo fa anche quando mangia in compagnia. Il momento del pasto si intreccia così con altre attività: fare altro mentre si mangia è diventato la norma, più che l'eccezione.
Il valore della connessione, tra desiderio e realtà
Nonostante la frammentazione delle abitudini, il valore attribuito al cibo resta centrale. Il 60% delle persone considera importanti i momenti di connessione vissuti a tavola. A conferma di quanto il pasto continui a essere un gesto relazionale, prima ancora che funzionale.
Per i giovani la scelta di non cucinare a casa, soprattutto in settimana, è dettata dalla mancanza di tempo: per il 38% della Gen Z e il 33% dei Millennials, questo fattore figura in cima alla lista delle difficoltà nel riuscire a organizzare i pasti e a ritagliarsi momenti da condividere. Chi vive con bambini e in contesti urbani frenetici segnala ulteriori limiti, tra cui quelli di spazio e quelli legati alle dotazioni della cucina, che rendono più complesso trasformare il desiderio di convivialità in pratica quotidiana.
«Nel complesso, questi dati evidenziano come la vita moderna stia trasformando uno dei rituali più radicati delle nostre vite», continua Lourido Gomez. «E riflettono una crescente preoccupazione per la solitudine e le distrazioni digitali, nonostante il 60% degli intervistati affermi di considerare importanti i momenti di connessione vissuti a tavola. È evidente che il cibo resti uno dei linguaggi d'amore più potenti nelle diverse culture».
La cucina sotto pressione
A livello globale, solo il 29% delle persone esprime generale soddisfazione per la propria cucina, inteso come spazio fisico. Le principali frustrazioni riguardano la mancanza di soluzioni per organizzare gli oggetti (25%) e di superfici d'appoggio (25%).
Queste difficoltà riguardano tutte le fasce d'età, ma sono i più giovani a risentirne maggiormente: il 56% della Gen Z afferma di non avere una cucina in linea con il proprio stile di vita e con il modo in cui effettivamente cucina. Molti spazi non riescono a rispondere all'esigenza di essere multifunzionali, capaci di accogliere non solo la preparazione e il consumo dei pasti, ma anche momenti di relazione, lavoro e pausa. In questo scenario, l'informalità diventa la nuova regola.
Circa una persona su quattro dichiara infatti di non avere un posto dedicato ai pasti, mentre la linea di confine tra zona pranzo, soggiorno e spazio di lavoro si fa sempre più sottile. La casa si trasforma così in un insieme di ambienti fluidi, in cui le funzioni si sovrappongono e si adattano alle esigenze della giornata.
A mano a mano che le abitazioni diventano più compatte e gli impegni quotidiani più variabili, la tradizionale consuetudine del "sedersi a tavola" lascia spazio a comportamenti più liberi e mutevoli, che riflettono nuovi modi di vivere lo spazio domestico e il tempo condiviso.
«Il modo in cui viviamo le nostre cucine sta cambiando. Questi spazi non vengono più usati esclusivamente per cucinare, ma anche per riunirsi, stare insieme e creare ricordi», afferma Nanette Weisdal, Range Manager per l'area Cucina ed elettrodomestici presso Inter IKEA Group. «Sappiamo che ogni centimetro conta, per questo ci siamo concentrati su soluzioni che consentano di sfruttare al meglio lo spazio disponibile, senza rinunciare a un'atmosfera accogliente e a un ambiente ricco di personalità».
La nuova cena degli italiani
In linea con quanto emerge a livello globale, anche in Italia la cena sta attraversando una trasformazione profonda, che riguarda dove viene consumata, quanto dura, con chi e come viene vissuta. Un cambiamento che, nel contesto italiano, assume contorni particolarmente significativi per il valore culturale e relazionale storicamente attribuito al cibo.
La cucina resta uno spazio centrale per il consumo dei pasti, ma non è più l'unico: secondo la ricerca, una persona su tre in Italia dichiara di mangiare abitualmente in più di un luogo della casa, alternando soggiorno (la prima scelta per più del 40%), la cucina e altri ambienti a seconda del momento e delle esigenze.
Anche il tempo dedicato alla cena durante la settimana tende a ridursi. Per una quota significativa di persone, il pasto serale dura meno di 30 minuti, mentre solo una minoranza supera i 45. La presenza degli schermi accompagna spesso questo momento: più della metà degli italiani guarda la televisione mentre mangia e l'uso di smartphone e altri dispositivi digitali è diffuso anche quando il pasto è condiviso.
Sul piano relazionale, i dati raccontano una tensione evidente. Da un lato, cresce la frequenza delle cene consumate in solitudine; dall'altro, oltre un terzo degli italiani afferma di voler mangiare più spesso insieme alle persone con cui vive. Le difficoltà sono soprattutto organizzative – orari non allineati, impegni di lavoro o studio – in particolare tra Gen Z e Millennials, e rendono complesso tradurre il desiderio di convivialità in una pratica quotidiana.
Nonostante la frammentazione delle abitudini, il valore attribuito al cibo resta elevato. La maggioranza degli italiani associa il mangiare a casa a benessere e qualità della vita, confermando che, anche quando è breve o distratta, la cena continua a rappresentare un momento carico di significato.
Il ruolo di IKEA
In un contesto in cui il modo di vivere i pasti diventa sempre più frammentato, informale e spesso solitario, i dati mostrano con chiarezza un bisogno che resta invariato: sentirsi connessi, anche nei piccoli gesti della quotidianità. La vita in cucina e a tavola continua così a emergere come uno spazio di relazione, identità e appartenenza, nonostante il tempo ridotto, gli schermi sempre presenti e le case che cambiano.
È proprio a partire da questa tensione tra ciò che desideriamo e ciò che viviamo ogni giorno che IKEA osserva, ascolta e progetta. Per rendere la cucina e la tavola luoghi più flessibili, più funzionali, più accoglienti, capaci di adattarsi davvero alla vita reale delle persone. E continuare così a trasformare i momenti ordinari in occasioni di connessione, contribuendo a migliorare la vita quotidiana della maggioranza delle persone.
La ricerca IKEA
Il sondaggio è stato condotto per IKEA da YouGov (31.689 partecipanti in 31 mercati Ingka: Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Corea del Sud, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, India, Irlanda, Italia, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Ungheria).
La ricerca sul campo si è svolta tra agosto e settembre 2025, su un campione rappresentativo a livello nazionale, ponderato per genere, età, area geografica e reddito. Il report, finalizzato a gennaio 2026, offre nuovi insight sulle abitudini legate alla vita in cucina e a tavola a livello globale e contribuisce alla visione strategica di IKEA: migliorare la vita quotidiana della maggioranza delle persone.
La ricerca sul campo si è svolta tra agosto e settembre 2025, su un campione rappresentativo a livello nazionale, ponderato per genere, età, area geografica e reddito. Il report, finalizzato a gennaio 2026, offre nuovi insight sulle abitudini legate alla vita in cucina e a tavola a livello globale e contribuisce alla visione strategica di IKEA: migliorare la vita quotidiana della maggioranza delle persone.
La cucina e la tavola restano uno dei cuori pulsanti della vita domestica, ma il modo in cui le viviamo oggi è profondamente cambiato. Ritmi accelerati, spazi che si trasformano e nuove abitudini quotidiane stanno ridefinendo uno dei rituali più antichi e universali: il momento del pasto.












0 commenti
Ti è piaciuto il nostro pranzo?