FESTIVAL DEL CICLO MESTRUALE 2026
FESTIVAL DEL CICLO MESTRUALE: A MILANO LA QUINTA EDIZIONE DEDICATA A RELAZIONE DI CURA NEI CONTESTI SANITARI, DIRITTI RIPRODUTTIVI E NUOVE NARRAZIONI DI CURA
A Milano, dal 22 al 24 maggio da Rob de Matt, un palinsesto che unisce ricerca, attivismo e comunità. Tra i temi: lavoro, paternità e diritti riproduttivi
Da venerdì 22 a domenica 24 maggio torna negli spazi di Rob de Matt il Festival del Ciclo Mestruale, che alla sua quinta edizione consolida il proprio ruolo come punto di riferimento nazionale sui temi della salute mestruale e dei diritti riproduttivi. Un programma diffuso tra talk, workshop e momenti partecipativi che, quest’anno, amplia lo sguardo: dal mondo del lavoro alla paternità contemporanea, fino alla relazione di cura nei contesti sanitari.
Il Festival fa una scelta precisa: tornare alle origini con la maturità costruita in quattro edizioni, rafforzando la dimensione collettiva, accessibile e interdisciplinare.
A guidare il programma è anche il Manifesto del Festival, che definisce il ciclo mestruale come una chiave di lettura politica e culturale del presente: un tema che attraversa lavoro, sanità, educazione e relazioni, ancora oggi segnato da disuguaglianze, e mancanza di accesso alle informazioni.
Il programma si apre venerdì con un momento dedicato al mondo del lavoro, realizzato in collaborazione con Fondazione Libellula. Un incontro di co-design che mette al centro un tema ancora poco esplorato nel contesto aziendale: l’integrazione del benessere mestruale e della menopausa nelle policy organizzative. Non solo sensibilizzazione, ma un confronto operativo tra aziende e professionisti e professioniste per costruire modelli concreti.
L’opening segna anche una scelta di posizionamento netta, considerando la cura come leva sociale ed economica, anche grazie al contributo di Valentina Rotondi, che porta una riflessione chiave: la cura non è solo valore etico, ma anche generatore di impatto e profitto.
La giornata di sabato entra nel vivo del Festival intrecciando esperienze, riflessioni e momenti di condivisione. Si apre con i workshop dedicati alla trasformazione e all’espressione di sé, tra una rilettura della menopausa come nuova fase di possibilità e un lavoro sulla voce come strumento di autenticità e connessione con il corpo.
Nel pomeriggio, il confronto si allarga ai temi della genitorialità e del lavoro: dalla paternità contemporanea, che ridefinisce il ruolo degli uomini nel racconto della cura, fino a un cerchio di parola che mette al centro il rapporto tra ciclo mestruale e ritmi lavorativi. Spazio anche a una riflessione critica sui diritti riproduttivi e sull’autodeterminazione dei corpi, tra limiti normativi e disuguaglianze ancora presenti.
I talk vedranno in apertura la condivisione di dati grazie alla collaborazione con Ipsos Doxa. Dalle indagini Ipsos emerge che in media all’anno sono 6,2 i giorni di scuola e 5,6 quelli di lavoro che le donne perdono a causa delle mestruazioni e del dolore provocato. Ancora di più quelli di lavoro persi a causa dei sintomi legati alla perimenopausa, 9 giorni.In parallelo, il panel sui diritti riproduttivi affronta uno dei nodi più urgenti: l’autodeterminazione dei corpi tra limiti legislativi, accesso alle tecnologie e disuguaglianze sociali.
Accanto ai talk, i Tampon Talks portano la ricerca fuori dall’accademia, creando un dialogo diretto tra progetti, dati e comunità. La giornata si chiude con musica e performance, tra dj set e live, mantenendo viva l’energia collettiva anche nella dimensione più informale e conviviale del Festival.
La domenica chiude il Festival con una giornata dedicata alla cura e alla relazione con il corpo, tra esperienza, ascolto e restituzione collettiva. La mattina si apre con due workshop che attraversano dimensioni complementari del benessere: da un lato il lavoro sul pavimento pelvico come sistema dinamico connesso a movimento ed emozioni, dall’altro un laboratorio divulgativo pensato per rendere accessibile a tutte le età la comprensione del ciclo mestruale.
Nel pomeriggio, il focus si sposta sulla dimensione della cura nei contesti sanitari e narrativi. Un talk esplora la relazione nella stanza ginecologica e ostetrica, mettendo in luce dinamiche di ascolto, potere e consenso, mentre un secondo panel riflette su come il ciclo venga raccontato e rappresentato nei diversi linguaggi contemporanei.
Il programma prevede sempre spazi di confronto più intimi e partecipativi, con cerchi di parola dedicati anche a chi vive il ciclo indirettamente, come caregiver, e con i Tampon Talks che riportano la ricerca al centro della comunità. La giornata si completa con un market di associazioni e realtà attive sul territorio, a conferma di un Festival sempre più radicato nella comunità locale anche attraverso sportelli e servizi continuativi. La chiusura è affidata a momenti più leggeri e performativi, tra dj set, stand up comedy e il tradizionale Period Award, a suggellare una giornata che alterna consapevolezza, comunità e celebrazione.
Particolare attenzione è dedicata alle nuove generazioni grazie alla media partnership con nss g-club, che curerà contenuti live e talk dedicati al racconto del ciclo nei linguaggi contemporanei, tra social media, creatività e cultura pop.
A sostenere questo dialogo tra generazioni anche la media partnership con Donna Moderna, che porta nel Festival uno sguardo capace di connettere esperienze, età e vissuti diversi, ampliando la conversazione sul ciclo oltre i confini anagrafici.
Alcune attività della quinta edizione del Festival sono realizzate all'interno del progetto "Mamma Mia!" che nasce per prevenire, riconoscere e porre l’attenzione su un tipo di violenza ancora poco conosciuta quella ostetrica, ginecologia e perinatale. Realizzato con il contributo di Fondazione Comunità Milano, che ringraziamo di cuore per il sostegno.
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Il Festival del Ciclo Mestruale nasce nel 2022 dagli spunti e dalle sinergie create dal primo podcast in Italia sul ciclo mestruale: Eva in Rosso. Lo organizza insieme a Promise ed Errante (due associazioni che si occupano di empowerment femminile), Studio But Maybe (studio di comunicazione, graphic e digital design) e Rob de Matt (bistrot di Dergano e associazione di promozione sociale).
Il Festival vuole cambiare la narrazione sul ciclo mestruale e riconoscerlo come tema fondamentale per la salute e la parità di genere.
Vuole contrastare le forme di emarginazione che ancora colpiscono le persone che mestruano, e creare uno spazio di ascolto e di riflessione promuovendo una rete di supporto. Vuole aiutare a comprendere e a gestire i sintomi fisici ed emotivi legati alle mestruazioni, e informare sui dispositivi sanitari per fare scelte d’acquisto consapevoli e sostenibili.
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