Val Venosta: coltivare il futuro, al femminile
Val Venosta: coltivare il futuro, al femminile
Tra tradizione e innovazione, le agricoltrici in Val Venosta guidano un’agricoltura più consapevole e sostenibile, orientata al futuro
Il 2026 è stato proclamato dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) come l'Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici o delle Donne Contadine.
Le donne svolgono ruoli essenziali in tutti i sistemi agroalimentari, eppure i loro contributi spesso non vengono riconosciuti, e le disuguaglianze persistenti limitano il loro accesso a risorse, opportunità e decisioni. L'Anno Internazionale della Donna Agricoltrice mette in luce queste realtà, invita a un'azione collettiva e ad aumentare gli investimenti per colmare i divari di genere, rafforzare i mezzi di sussistenza delle donne e promuovere la loro leadership.
In Val Venosta, tra i filari ordinati dei meleti e i pendii che seguono il ritmo della montagna, le donne sono una presenza attiva e imprescindibile: custodi di saperi, protagoniste del lavoro agricolo e motore silenzioso di un equilibrio che si rinnova stagione dopo stagione.
Sono contadine, certo, ma anche imprenditrici agricole, innovatrici e interpreti sensibili di un’agricoltura che guarda al futuro senza perdere mai il legame con le proprie radici. Il loro contributo è fondamentale anche nello sviluppo e nella diffusione dell’agricoltura biologica, dove cura, osservazione e rispetto dei cicli naturali diventano strumenti di lavoro essenziali.
In Val Venosta è il progetto BioGraphy a dar voce ai bio-contadini e alle bio-contadine che, con passione e dedizione, fanno della loro terra una compagna di vita. Con BioGraphy, è possibile scoprire la storia e la quotidianità del melicoltore che ha coltivato ogni singola mela BIO: dietro ogni singolo frutto si cela un volto! Oltre 280 agricoltori in valle hanno scelto il biologico per preservare le preziose risorse naturali della valle e garantire un futuro radioso alle generazioni a venire.
Tra loro c’è Klaudia Raffeiner Linser, una contadina biologica che interpreta il suo lavoro come un dialogo continuo con la natura, fatto di osservazione attenta, sperimentazione e rispetto dei tempi della terra.
“Per me, in quanto agricoltrice biologica, un terreno sano è il fondamento della mia professione e quindi è essenziale per ottenere un raccolto soddisfacente. Sperimento continuamente cose nuove, con l’obiettivo di mantenere vivo il suolo, confrontandomi anche con la mia famiglia, altri agricoltori e il servizio di consulenza altoatesino. La mia passione per questo lavoro, già forte in passato, è oggi ancora più intensa grazie al biologico.
Tutto ruota attorno all’osservazione attenta della natura e all’adozione di pratiche che ne favoriscano lo sviluppo. Utilizzo, ad esempio, il compost come fertilizzante: avviarlo e mantenerlo attivo è un’arte affascinante e complessa, ma quando i primi semi germogliano so di aver lavorato bene, ed è una soddisfazione immensa!
Tutte le cose buone qui richiedono tempo, come ad esempio la realizzazione delle casette-hotel per insetti “amici delle mele”, capaci di eliminare i parassiti in maniera naturale. Anche un semplice castagno abbattuto può diventare un lussuoso hotel per insetti, se si praticano i fori con l’angolazione giusta, in modo che gli insetti non si feriscano.
O ancora, i muretti a secco attorno al prato come rifugio per lucertole, bombi e varie piante: non si costruiscono dall’oggi al domani! Ci vuole tempo. Dall’idea alla realizzazione e al perfezionamento passano spesso mesi o anni. La natura non si lascia mettere fretta: o si rispetta il suo ritmo, oppure si rifiuta di collaborare.
Agricoltura biologica significa per me esercitarsi nella pazienza e rispettare il ritmo della natura, sentirne il polso con la mano e non con il cronometro. Così tutte le mie piante crescono al meglio e le mie croccanti e succose Royal Gala sviluppano il loro meraviglioso gusto dolce e aromatico!”












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