Aeroporti: si arriva sempre prima e si resta di più, il food tra le principali esperienze

 

AEROPORTI, SEMPRE PIU’ TEMPO PRIMA DEL VOLO: DUE PASSEGGERI SU TRE ARRIVANO IN ANTICIPO PER VIVERE ESPERIENZE

Con Jammè Fattorie Garofalo trasforma l’attesa in un viaggio tra sapori, atmosfere e identità partenopea

Napoli, 13 aprile 2026 – Non più soltanto check-in, controlli e imbarco. L’aeroporto cambia pelle e diventa un luogo da vivere, una soglia in cui il viaggio comincia molto prima del decollo. C’è chi controlla l’orario di imbarco con la stessa calma con cui si guarderebbe il mare a Mergellina, chi si avvia verso il gate con il passo lento di una passeggiata nei Quartieri Spagnoli. L’attesa smette di essere tempo perso e si trasforma in esperienza.

È dentro questa trasformazione che si inserisce “Jammè”, il nuovo format di ristorazione firmato Fattorie Garofalo, inaugurato all’aeroporto di Napoli Capodichino. Il nome, in dialetto napoletano, significa “andiamo” e racchiude l’idea del progetto: accompagnare il viaggiatore lungo tutto il percorso, dall’arrivo fino alla partenza, rendendo ogni momento parte del viaggio. Non un semplice punto ristoro, ma un luogo capace di evocare Napoli dentro il terminal, tra profumi, colori e suggestioni urbane.

Può capitare così di fermarsi per un caffè e ritrovarsi immersi in un’atmosfera che richiama i vicoli della città, tra maioliche e basalto, mentre il tempo scorre senza fretta. Oppure di prendere qualcosa prima dell’imbarco e avere la sensazione di essersi appena alzati da un tavolino affacciato sul lungomare, con negli occhi ancora la luce di Mergellina.

Il format propone una rilettura contemporanea dello street food partenopeo, pensata per chi viaggia ma non vuole rinunciare alla qualità. Dalla caffetteria alla tavola calda campana, il centro dell’offerta è la Mozzarella di Bufala Campana Dop, protagonista anche di uno spazio con lavorazione a vista. Gli ambienti richiamano l’identità urbana della città mentre dettagli visivi e sensoriali restituiscono un’esperienza immersiva e riconoscibile.

L’apertura di Jammè, la seconda nel giro di poche settimane nello scalo partenopeo da parte di Fattorie Garofalo in ambito food, rafforza la collaborazione tra il Gruppo leader del settore bufalino e Gesac, con l’obiettivo di trasformare l’aeroporto in una porta d’accesso al territorio, non solo fisica ma anche culturale.

Una sinergia tanto più importante, se si considera il contesto e le tendenze del mondo aeroportuale. Infatti, secondo la Tax Free World Association (TFWA), l’organizzazione internazionale che rappresenta il settore globale del duty free e del travel retail, oggi almeno mezz’ora del tempo trascorso in aeroporto viene dedicata proprio alle aree commerciali, tra negozi e duty free. Un fenomeno che ha ormai un peso economico rilevante: come evidenziano i dati dell’Airports Council International (ACI), l’associazione mondiale che riunisce e rappresenta gli aeroporti a livello globale, che indica come quasi il 40% dei ricavi aeroportuali derivi oggi da attività commerciali, in particolare retail e ristorazione.

Inoltre, a confermare questa evoluzione è anche un osservatorio privilegiato come quello di Fattorie Garofalo che, in occasione dell’inaugurazione, ha condotto un sondaggio su oltre 2.000 viaggiatori intercettati nei propri punti vendita negli aeroporti di Milano, Roma e Napoli.

È da qui che emergono numeri che raccontano un cambiamento ormai strutturale: oltre il 70% dei passeggeri arriva in anticipo più del dovuto per effettuare controlli e check-in, il 65% utilizza il tempo per mangiare o bere e più della metà fa acquisti. Per quasi quattro viaggiatori su dieci, lo scalo è diventato parte integrante dell’esperienza di viaggio, non più un semplice passaggio obbligato.

Non tutti, però, vivono l’aeroporto allo stesso modo. Dalla ricerca emerge anche una geografia dei comportamenti, con differenze significative tra nazionalità. In cima alla classifica ci sono i giapponesi (oltre l’85%), spinti da una cultura della puntualità e della pianificazione. Seguono gli italiani (circa il 78%), che trasformano l’attesa in un momento di piacere tra ristorazione, shopping e relax. Subito dopo gli spagnoli (72%), più inclini a vivere lo spazio in chiave conviviale, e i coreani (70%), molto attenti alla gestione del tempo. I francesi (66%) privilegiano comfort ed esperienza gastronomica, mentre gli statunitensi (64%) anticipano soprattutto per abitudine e sicurezza. Più orientati all’efficienza risultano invece i cinesi (62%), spesso focalizzati sullo shopping, i britannici (60%), che alternano puntualità e tempo libero, e i tedeschi (58%), con un approccio più funzionale. Chiudono gli svizzeri (55%), precisi ma meno inclini a trattenersi oltre il necessario.

È in questo scenario che progetti come Jammè trovano il loro spazio: non semplici punti di ristoro, ma luoghi capaci di raccontare un territorio e di trasformare l’attesa in un momento da vivere. Perché, sempre più spesso, il viaggio comincia ben prima del decollo.

0 commenti

Ti è piaciuto il nostro pranzo?