Domani, 17 giugno,
il Parlamento europeo riunito a Strasburgo sarà chiamato a votare una
normativa che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui l'agricoltura
interagisce con la natura. In base alle proposte sul tavolo del
Parlamento, molti semi e piante derivati dalle Nuove Tecniche Genomiche (Ngt, note anche come nuovi Ogm) non
sarebbero soggetti alla legislazione sugli Ogm e quindi non sarebbero
tenuti a sottoporsi a valutazioni di rischio complete, a soddisfare i
requisiti di tracciabilità, a rispettare le norme di responsabilità e le
misure di protezione contro la contaminazione, né avrebbero l’obbligo
di etichettatura.
Le
Ngt sono anche uno dei principali motori dell’aumento del numero di
brevetti sui semi, con la maggior parte delle domande di brevetto
presentate nel 2025 che rivendicano la proprietà su varianti genetiche
presenti in natura, considerate invenzioni tecniche.
Questo solleva serie
preoccupazioni riguardo al controllo delle risorse genetiche vegetali e
ai diritti dei produttori di sementi, degli agricoltori e dei
consumatori.
«Continuiamo a
cercare risposte nel modello vigente che ci ha portato a questo livello
di collasso ambientale climatico e sociale. Serve tutelare la fertilità
del suolo, la biodiversità, la complessità dei paesaggi agrari, e quindi
le comunità e i territori. I nuovi Ogm sono una forma di resistenza
all'agroecologia che è invece la nostra risposta per il futuro» dichiara
Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.
«Votare a favore
della deregolamentazione significherebbe aprire la porta a monocolture
su vasta scala, che portano a un uso sproporzionato di suolo e di acqua,
a un’eccessiva dipendenza da sostanze chimiche sintetiche, alla
conseguente distruzione ecologica. Ciò aggraverebbe ulteriormente
l’erosione della biodiversità agricola e minerebbe la resilienza dei
nostri sistemi alimentari» aggiunge Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia e agronomo.
Il principio di precauzione,
pietra miliare della tutela dell’ambiente e della salute pubblica,
impone alle istituzioni di agire in modo responsabile ogni volta che
sussiste un rischio di danno, anche in assenza di piena certezza
scientifica. Eppure, oggi, questo principio viene sempre più messo da
parte: gli interessi economici e la corsa alle nuove tecnologie stanno
prendendo il sopravvento sulla protezione degli ecosistemi e delle
comunità. Ignorare la precauzione significa accettare consapevolmente il
rischio di danni irreversibili.
Per Slow Food, la vera innovazione affonda le sue radici nelle comunità locali che abbracciano i principi dell’agroecologia
per nutrire le comunità senza compromettere l’ecosistema. Per mantenere
una produzione alimentare di alta qualità, ecocompatibile ed equa, Slow
Food si oppone alla coltivazione di colture geneticamente modificate e
promuove alimenti e mangimi privi di Ogm. Slow Food invita tutti i membri del Parlamento europeo a votare contro la deregolamentazione dei nuovi Ogm, chiedendo norme di sicurezza rigorose, l’etichettatura obbligatoria degli Ogm e la piena responsabilità delle aziende.
Un nuovo sondaggio commissionato dalla coalizione No Patents on Seeds!
evidenzia che i cittadini europei sostengono ampiamente misure di
salvaguardia rigorose nel settore della selezione vegetale e delle
biotecnologie. Il sondaggio è stato condotto in cinque Stati membri
dell’UE (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Polonia), con 1.000
partecipanti di età superiore ai 18 anni in ciascun paese.
Agli intervistati
sono state poste quattro domande chiave riguardanti la diversità nel
settore della selezione vegetale, la brevettabilità degli organismi
viventi, la brevettabilità dei tratti vegetali presenti in natura e la
necessità di dare priorità alla tutela della salute umana e
dell’ambiente nell’approvazione delle piante geneticamente modificate.
I risultati non hanno bisogno di commento:
-
oltre il 90% degli
intervistati ha convenuto che la diversità nel miglioramento genetico
delle piante è essenziale per l’agricoltura e l’approvvigionamento
alimentare.
- l’83% ha convenuto
che gli organismi viventi, quali piante e animali, non dovrebbero
essere brevettati come invenzioni tecniche per ragioni etiche.
-
il 75% ha sostenuto l’opinione secondo cui i tratti vegetali presenti in
natura o che insorgono casualmente non dovrebbero essere brevettabili.
- il
75% concorda sul fatto che la tutela della salute umana e dell'ambiente
debba essere una priorità nel rilascio dei brevetti e nell'approvazione
delle piante geneticamente modificate.
Questi risultati
rappresentano un messaggio chiaro e coerente da parte dei cittadini
europei: la biodiversità, i limiti etici alla brevettabilità e una forte
tutela dell'ambiente e della salute devono rimanere al centro delle
politiche dell'UE.
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