COSA C'È NEL PIATTO? PANAPESCA RACCONTA CON UNA GUIDA E UNA CAMPAGNA SOCIAL IL VALORE DEL PESCE SURGELATO


 “COSA C’È NEL PIATTO?”: PANAPESCA RACCONTA CON UNA GUIDA E UNA
CAMPAGNA SOCIAL E DIGITAL IL VALORE DEL PESCE SURGELATO TRA

NUTRIZIONE, FALSI MITI E CONSIGLI PRATICI


Al via i nuovi contenuti educational sui canali social, YouTube e sul sito web panapesca.eu.

Il gruppo toscano leader nel settore lancia in collaborazione con la Dott.ssa Monica Artoni un progetto di divulgazione per promuovere una cultura alimentare più consapevole. Sul sito disponibile anche la guida “Pesce Surgelato: miti, verità e buone pratiche” scaricabile gratuitamente per conoscere più da vicino i vantaggi del pesce surgelato.

Massa e Cozzile (PT), 21 maggio 2026 – È vero che il pesce surgelato è meno nutriente del fresco, ha una consistenza peggiore e contiene conservanti? Ha ragione chi sostiene che con il pesce surgelato non si può essere creativi in cucina e che è sempre meglio utilizzare quello fresco? Panapesca, azienda italiana leader nel settore del pesce surgelato, fa ordine su falsi miti e pregiudizi che toccano da vicino i prodotti ittici surgelati e lancia “Cosa c’è nel piatto? Tutto sul pesce surgelato”, la nuova campagna educational ideata in collaborazione con la nutrizionista Monica Artoni, nome di riferimento nel settore con oltre 20 anni di esperienza. 

Secondo le linee guida nutrizionali italiane e internazionali, il pesce dovrebbe essere consumato almeno 2–3 volte a settimana; nella pratica, però, diversi ostacoli ne limitano ancora il consumo, dalla percezione di un costo elevato alle difficoltà legate alla preparazione, fino alla gestione della conservazione e alla pianificazione dei pasti. È così che nasce il progetto di Panapesca, un percorso editoriale pensato per fare chiarezza e orientare le scelte a tavola in modo più consapevole.

La campagna si sviluppa attraverso video-pillole e post social on air pubblicati con cadenza mensile sui canali Facebook, Instagram e YouTube di Panapesca, che saranno accompagnati da approfondimenti editoriali sul blog aziendale e dalla guida gratuita dal titolo emblematico “Pesce Surgelato: miti, verità e buone pratiche”, disponibile sul sito di Panapesca.

Autrice della guida e volto della campagna social è proprio Monica Artoni, dietista nutrizionista con oltre vent’anni di esperienza e una forte vocazione alla divulgazione scientifica. La collaborazione con Panapesca nasce dalla volontà condivisa di rendere il consumo di pesce più semplice, accessibile e sostenibile nella quotidianità, senza rinunciare alla qualità nutrizionale.

“Con questo progetto vogliamo offrire strumenti concreti e accessibili per raccontare il pesce surgelato in modo trasparente, valorizzandone qualità, praticità e benefici nutrizionali, Giovanni Sabino, Amministratore Delegato di Panapesca. “La collaborazione con Monica Artoni nasce proprio dalla volontà condivisa di trasformare informazioni complesse in contenuti chiari e utili nella quotidianità. Crediamo che oggi un’azienda debba avere anche la responsabilità di informare e accompagnare i consumatori verso scelte più consapevoli”.

“L’incontro con Panapesca è nato dalla condivisione di valori fondamentali come la qualità del prodotto, la trasparenza e l’attenzione alla ricerca, con l’obiettivo comune di offrire alle persone strumenti affidabili per orientarsi nelle scelte alimentari”, commenta la Dott.ssa Monica Artoni. “Da questa visione è nato il progetto di lavorare insieme su un tema concreto come il consumo di pesce surgelato, spesso percepito come complesso da gestire nella quotidianità. Un’alimentazione sana, però, non deve essere complicata, ma informata: per questo, con questa collaborazione vogliamo fornire indicazioni chiare e accessibili che aiutino a semplificare la vita in cucina, senza rinunciare alla qualità nutrizionale.”

I contenuti della campagna nascono con l’obiettivo di fare chiarezza sul consumo di pesce surgelato e promuovere scelte alimentari più consapevoli, attraverso un approccio che unisce educazione nutrizionale, attenzione alla qualità della filiera e praticità nella gestione quotidiana dei pasti.

Dal confronto tra prodotto fresco e surgelato alla valorizzazione di molluschi e crostacei spesso poco considerati, fino al ruolo del freezer nell’organizzazione domestica e nella riduzione degli sprechi alimentari, ogni contenuto è pensato per offrire informazioni semplici, chiare e facilmente applicabili nella vita di tutti i giorni. Non mancheranno approfondimenti dedicati a sostenibilità, sicurezza alimentare e benefici nutrizionali del pesce, per aiutare i consumatori a integrare i prodotti ittici nella propria alimentazione in modo più equilibrato e accessibile.

L’iniziativa riflette pienamente l’approccio di Panapesca, realtà toscana che da oltre 50 anni fonda il proprio lavoro su qualità, trasparenza e sicurezza lungo tutta la filiera, principi che guidano da sempre ogni scelta aziendale.

Da tenere sempre a portata di mano: la guida gratuita che sfata i miti sul pesce surgelato A completare il progetto educational, la realtà toscana mette a disposizione sul proprio sito la guida gratuita “Pesce Surgelato: miti, verità e buone pratiche”, pensata per diffondere una maggiore conoscenza del pesce surgelato attraverso approfondimenti su aspetti nutrizionali, tecniche di lavorazione e suggerimenti pratici per inserirlo in un’alimentazione equilibrata.

Con un taglio pratico e divulgativo, la guida offre consigli utili per acquistare, conservare, scongelare e cucinare correttamente il pesce surgelato, contribuendo a superare falsi miti e preconcetti ancora molto diffusi.

Come scegliere, riconoscere e gestire il surgelato di qualità in 10 punti
Attraverso contenuti chiari e completi, la guida affronta temi centrali come conservazione, sicurezza, tecniche di surgelazione, lettura dell’etichetta e sostenibilità, contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza intorno a un prodotto ancora spesso oggetto di falsi miti.

5 FALSI MITI DA SFATARE SUL PESCE SURGELATO

1. “Il surgelato è meno nutriente del fresco”
È uno dei preconcetti più diffusi, ma le evidenze scientifiche raccontano altro. La surgelazione industriale è un processo rapido che porta il prodotto a temperature pari o inferiori a -18°C in tempi brevi, limitando la formazione di macrocristalli di ghiaccio e preservando gran parte del profilo nutrizionale. Proteine ad alto valore biologico, omega-3, vitamine e minerali rimangono sostanzialmente invariati, soprattutto se confrontati con un prodotto fresco che può aver trascorso diversi giorni tra trasporto e distribuzione.

2. “Il pesce surgelato contiene conservanti”
Il freddo è un conservante naturale. La surgelazione impedisce la proliferazione microbica senza necessità di additivi chimici. Un prodotto ittico surgelato di qualità contiene semplicemente pesce, mantenuto in sicurezza grazie al controllo delle temperature e alla continuità della catena del freddo.

3. “La consistenza è sempre peggiore rispetto al fresco”
La qualità finale dipende soprattutto dalla corretta gestione del prodotto. Se scongelato lentamente in frigorifero, il pesce mantiene compattezza, succosità e qualità organolettiche ottimali. I problemi di consistenza derivano nella maggior parte dei casi da scongelamenti troppo rapidi o effettuati in modo scorretto, ad esempio a temperatura ambiente.

4. “Con il pesce surgelato non si può essere creativi in cucina”
Oggi il surgelato offre ampissime possibilità in cucina, dalle preparazioni più semplici alle ricette elaborate. Filetti, crostacei, molluschi, cefalopodi e ready to cook consentono di sperimentare ricette diverse riducendo tempi di preparazione e sprechi. L’offerta Panapesca comprende referenze pensate proprio per coniugare qualità, praticità e versatilità, permettendo di portare in tavola piatti equilibrati e gustosi in modo semplice e veloce.

5. “Meglio sempre il fresco”
Il concetto di “fresco” non coincide necessariamente con una qualità superiore. Un pesce davvero appena pescato rappresenta certamente un’ottima scelta, ma un surgelato di qualità offre vantaggi concreti in termini di sicurezza, programmabilità dei pasti, riduzione degli sprechi e praticità quotidiana. Per questo motivo il pesce surgelato può rappresentare una soluzione moderna e intelligente, perfettamente coerente con un’alimentazione sana ed equilibrata.

E... I 5 CONSIGLI PER GESTIRE IL PESCE SURGELATO DI QUALITÀ

1. Leggere attentamente l’etichetta è il primo passo per acquistare in modo consapevole 
La qualità di un prodotto ittico surgelato si riconosce anche dalla trasparenza delle informazioni riportate in confezione. È importante verificare sempre la denominazione della specie, la zona di pesca o allevamento, il metodo di produzione e la percentuale di glassatura, ovvero lo strato protettivo di ghiaccio che preserva il prodotto. Informazioni precise e facilmente leggibili rappresentano una garanzia di filiera controllata e sicurezza alimentare. In questo contesto, Panapesca investe da anni in sistemi di tracciabilità e controllo lungo tutta la filiera produttiva.

2. Conoscere la differenza tra surgelato e decongelato aiuta a fare scelte più corrette
Non tutto il pesce presente al banco “fresco” è realmente fresco: spesso si tratta di prodotto precedentemente congelato e successivamente scongelato come riportato in etichetta. Il pesce surgelato di qualità viene lavorato rapidamente dopo la pesca e abbattuto a temperature molto basse nel giro di poche ore, preservando struttura, gusto e proprietà nutrizionali. Un aspetto fondamentale anche dal punto di vista della sicurezza: un prodotto acquistato decongelato, infatti, non può essere ricongelato a livello domestico.

3. Integrità della confezione e corretta conservazione fanno la differenza
Una confezione integra è uno dei primi indicatori di qualità. Packaging danneggiati, gonfi o con eccessivi accumuli di ghiaccio possono essere segnali di una cattiva conservazione o di interruzioni della catena del freddo. È importante verificare anche che il prodotto non presenti parti schiacciate o deformate e che la data di scadenza sia chiaramente leggibile. Standard rigorosi di sicurezza e mantenimento della catena del freddo rappresentano da sempre uno dei pilastri dell’approccio Panapesca.

4. Scegliere il formato più adatto alla propria routine
Filetti già puliti, tranci porzionati, molluschi sgusciati o preparazioni ready to cook consentono di ridurre i tempi di preparazione e limitare gli sprechi alimentari. Quando un alimento è pratico da gestire, diventa infatti più semplice inserirlo con continuità nella routine settimanale. Con il proprio catalogo, Panapesca propone un assortimento ampio e trasversale che spazia dai filetti al naturale ai crostacei, fino ai piatti pronti e alle preparazioni pronte da cuocere.

5. Prestare attenzione alle certificazioni significa scegliere una filiera più sostenibile e controllata
Sempre più consumatori cercano prodotti che garantiscano non solo qualità, ma anche sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Certificazioni come MSC per la pesca sostenibile, ASC, Friends of the Sea e Global GAP rappresentano importanti indicatori di filiere controllate e pratiche di pesca o acquacoltura responsabili. L’impegno di Panapesca si traduce in un sistema certificato che garantisce elevati standard qualitativi e attenzione alla tutela delle risorse marine.

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