Slow Food condanna il voto dell'Ue sui nuovi Ogm: Un tradimento nei confronti degli agricoltori, della biodiversità e dei diritti dei cittadini
Slow Food condanna il voto dell'Unione europea sulla deregolamentazione degli Ogm: “Un tradimento nei confronti degli agricoltori, della biodiversità e dei diritti dei cittadini”
Ieri il Parlamento europeo ha completamente ceduto alle pressioni della lobby agrochimica, anteponendo definitivamente i profitti delle industrie all'autonomia degli agricoltori, alla tutela dell'ambiente e ai diritti dei cittadini.
Nel testo approvato dagli eurodeputati, i nuovi Ogm (le cosiddette Ngt, Nuove tecniche genomiche) saranno esclusi da qualsiasi forma di controllo di sicurezza, dai meccanismi di tracciabilità e dagli obblighi di etichettatura, diventando di fatto invisibili una volta immessi sul mercato e rendendo impossibile individuare la responsabilità di eventuali effetti negativi. Il Parlamento europeo ha inoltre votato per la concessione alle industrie del diritto a tempo indeterminato di coltivare e commercializzare nuovi Ogm senza alcun monitoraggio, aprendo così la strada a una diffusione incontrollabile dei brevetti e a una sempre maggiore dipendenza degli agricoltori dalle aziende agrochimiche.
Con questa decisione, il Parlamento europeo ha scelto di indebolire le misure che tutelano il nostro cibo, i nostri agricoltori e il nostro ambiente. La diversità è la chiave della resilienza e della sovranità alimentare, mentre le nuove tecniche genomiche vanno nella direzione opposta. Eliminare l'etichettatura, la tracciabilità e le rigorose valutazioni del rischio significa privare i cittadini europei del diritto di sapere cosa coltivano e cosa mangiano, lasciando al contempo gli agricoltori sempre più esposti al rischio di contaminazione e alle pressioni derivanti dai brevetti sulle sementi.
«Il Parlamento europeo – afferma Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia e agronomo – ha scelto inequivocabilmente di scavare il solco, già di per sé profondo, tra l’agroindustria e una produzione di cibo rispettosa degli ecosistemi. Non c’è altro tipo di valutazione da fare. La deregolamentazione dei nuovi Ogm comporterà il rafforzamento di modelli agricoli legati alle monocolture, allo sfruttamento delle risorse, all’impoverimento della biodiversità e alla perdita di sovranità degli agricoltori. In questo caso si aggiunge anche una mancanza di rispetto per i consumatori che non potranno fare una scelta libera ma saranno sempre più condizionati da chi vorrà guidare i consumi secondo logiche di profitto. Un altro duro colpo contro qualsiasi auspicio di transizione agroecologica, come se le crisi globali – climatica, sociale, economica – non fossero un problema dei decisori politici di oggi, lasciando alle future generazioni la responsabilità di reagire».
La scelta di considerare i nuovi Ogm come "equivalenti" alle varietà convenzionali porterà all’incremento della perdita di agrobiodiversità, all’impoverimento delle diete favorendo la standardizzazione delle sementi e delle colture, e contribuirà a una ulteriore erosione della sovranità degli agricoltori in tutta Europa.
Purtroppo ancora una volta ha vinto la miope logica del profitto e la politica non ha saputo fare una scelta per il futuro dei propri cittadini. Un'occasione persa che allontanerà sempre più le persone dai decisori politici, più sensibili alle lobby che alla tutela dei propri abitanti.












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